Grandi Parole: Segni dei tempi

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1. Destinatari. Questo nucleo tematico è diretto principalmente a coloro che hanno già compiuto il cammino di IC o di rievangelizzazione. Suppone infatti il chiarimento sui temi fondamentali: essere cristiani; Gesù Cristo; Regno; religiosità/fede; vita. rappresenta inoltre uno degli scopi della catechesi di comunità e di mistagogia.

2. Dimensione biblica. Gesù si è definito “segno” per il suo tempo. Egli collega questa espressione direttamente alla sua azione messianica. SdT è una manifestazione di Dio che permette la realizzazione del Regno nel tempo e al suo popolo di svolgere la sua missione o compito messianico. Ma questo non vuol dire che non si possano avere SdT anche nella storia della salvezza e anche fuori da essa. I grandi personaggi biblici e i profeti furono per i loro tempi un segno perché capaci di comprendere la volontà di Dio nelle situazioni della vita del popolo. Nel fare questo avevano compreso che la storia si legge a partire dalla manifestazione di Dio nell’Esodo e nel suo desiderio di liberazione per il suo popolo. Questa attenzione dell’AT e di Gesù non fu continuata nella chiesa perché si riteneva che la storia della salvezza fosse giunta al suo termine.

3. La tradizione della chiesa. In verità alcuni aspetti di questa funzione ecclesiale vennero mantenuti ad es. nel metodo spirituale della Lectio. Ignazio di Loyola chiede ai suoi di operare nelle azioni missionarie il discernimento. La crisi della Chiesa nella modernità portò a sottolineare più l’obbedienza e la difesa della tradizione. Fu Giovanni XXIII a recuperare questa categoria insieme a quella di aggiornamento. Il Concilio ha utilizzato l’espressione o il suo concetto più volte (GS 4, 11, 53). Non si deve confondere l’espressione SdT con le caratteristiche socioculturali di un contesto. In senso teologico la frase vuol significare la ricerca fatta dalla comunità di ciò che rende presente nel tempo l’agire messianico: persone, gruppi, attività, espressioni, scelte, azioni, etc. La comunità ricerca questi segni per convertirsi ad essi e riconoscere e servire l’agire di Dio nel nostro tempo.

4. Attenzioni pastorali. Le comunità non fanno riferimento spontaneamente a questa categoria ritenendo che la missione della chiesa sia solo l’annuncio e la celebrazione. In questo modo si perde il riferimento alla salvezza nella storia e in ultima analisi non c’è motivo di una vera evangelizzazione e catechesi degli adulti.

Tratto da

Barghiglioni E. e M.-Meddi L., Adulti nella comunità cristiana. Guida alla preparazione di itinerari per l’evangelizzazione, la crescita nella fede e la mistagogia della vita cristiana, Paoline, Milano 2008

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