la rilettura missionaria della catechesi italiana

La rilettura della catechesi in chiave missionaria in Italia

Intervento al Seminario di studio Evangelii Gaudium della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi (CEDAC),  Roma, The Church Palace, 23 marzo 2017

 

La pubblicazione di Incontriamo Gesù (2014)  ha segnato il completamento della riletturra catecumenale della catechesi italiana. Il catecumenato è stato scelto (insieme al primo annuncio) come cifra per riorientare in senso missionario la pastorale e la catechesi stessa. Una scelta positiva e problematica al tempo stesso. Positiva perchè rappresenta un punto di mediazione dentro le polarizzazioni esistenti tra i vescovi fin dal 1985 (Convegno di Loreto), tra una impostazione testimoniale e di mediazione (evangelizzazione) e una di presenza e contestazione radicale alla cultura (progetto culturale).

Ma anche problematica perchè, di fatto, non propone nessuna innovazione sul piano decisivo della pastorale missionaria voluta dal concilio riassumibile nella cifra del “dialogo culturale”. Prospettiva che si portava dentro la necessità del ripensamento o ermeneutica del messaggio stesso e non solo la sua nuova ripetizione. Missionario, infatti, è in primo luogo la ricomprensione della fede che mette al centro il Vangelo della fede di Gesù e il suo carattere messianico.

In conseguenza la base catechistica ha accolto con entusiasmo le innovazioni pastorali senza dare mano alla trasformazione innanzitutto teologica delle finalità, dei soggetti e dei messaggi. Si è preferita la logica della nuova evangelizzazione più che di evangelizzazione nuova. In questo modo il grande sforzo si è limitato al una modificazione di attività e di relazioni.

L’iniziativa del Vescovi va nella direzione di ripensare la proposta catechistica secondo l’orizzonte di EG che riassumo brevemente in questi termini.

L’evangelizzazione e l’annuncio riguardano il Vangelo e non la Dottrina e in questo senso sono kerigmatici, un contenuto più che uno stile; la catechesi è processo finalizzato alla formazione di atteggiamenti o dimensioni profonde della personalità cristiana e per questo essenzialmente formativa e di accompagnamento; la iniziazione cristiana (espressione poco usata) è prevalentemente esperienza mistagogica per l’esercizio della vita cristiana.

Introduzione
Il senso di una rilettura
La dimensione missionaria tra Vaticano II ed Evangelii Gaudium
Le stagioni della Catechesi missionaria in Italia

  1. Una incerta direzione
  2. Una proposta riduttiva di Catechesi Missionaria
  3. Cosa abbiamo perso, cosa non abbiamo affrontato?

Completare la svolta missionaria della catechesi

 

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Evangelli Gaudium. Chiavi di lettura della conversione missionaria
Educare la risposta della fede. La receptio fidei compito della catechesi di “Nuova Evangelizzazione”
Il compito della catechesi nella nuova evangelizzazione. Superare la dissociazione fede e vita

La proposta pastorale in Italia

La proposta pastorale in Italia. Intervento  al seminario Caritas Italiana Gruppo di Ricerca Formativa sui Centri di Ascolto, martedi 14 marzo 2017

Come sta cambiando il modo in cui la Chiesa si rapporta al mondo? Quale è stata l’evoluzione degli ultimi anni, quali modelli possiamo riconoscere? Quale è il cammino della chiesa italiana?

Dal Vaticano II è in atto una ricerca e una discussione. Esse si racchiudono nelle parole: Aggiornamento, Dialogo, Evangelizzazione, Missione, Nuova evangelizzazione, –Testimonianza…Espressioni che sembrano in continuità tra di loro, ma non lo sono affatto.

La Chiesa italiana, sta uscendo da una progressiva polarizzazione. Dopo il periodo della evangelizzazione di se stessa e del servizio alla promozione umana, si è lanciata nell’impresa di ricostruzione della cristianità perduta con grande dispendio di energie (anche economiche) e scegliendo alleanze politico-culturali molto equivoche.

E oggi? La non conclusione del convegno di Firenze 2015 indica che siamo entrati in un tempo di ripensamento? O di vuoto di indicazioni e leadership? Forse è giunto il tempo di ritornare alla evangelizzazione fatta di nuovi contenuti, nuove alleanze, nuove risorse spirituali?

Slides

Indicazioni

  • B. Sorge (a cura di), Il dibattito sulla ricomposizione cattolica in Italia, Città Nuova, Roma 1981.
  • B. Forte, Il cammino della chiesa in Italia dopo il concilio, Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini. Atti del 2° convegno ecclesiale, AVE, Roma 1985, 93-126.
  • J.B. Cappellaro-E. Franchini, Le due anime della pastorale italiana. Dialogo sui modelli di chiesa in discussione, EDB, Bologna 1988,
  • M. Impagliazzo (a cura di), La nazione cattolica. Chiesa e società in Italia dal 1958 a oggi, Guerini e Associati, Milano 2004.
  • A.Acerbi-G. Frosini, Cinquant’anni di Chiesa in Italia. I convegni ecclesiali di Roma e Verona, EDB, Bologna 2006.
  • G. Campanini, Chiesa e società italiana negli ultimi tren’tanni. Da Roma a Verona, in «Orientamenti Pastorali» 54 (2006) 6, 99-125.
  • I verbi di Firenze, 2015, http://www.firenze2015.it/category/materiali/
  • Conferenza Episcopale Italiana in http://it.cathopedia.org/wiki/Conferenza_Episcopale_Italiana

 

Catechesi per e nella vita dei ragazzi

Catechesi per e nella vita dei ragazzi. Approccio formativo. Intervento di don Luciano Meddi al Convegno catechistico di Livorno, sabato 11 marzo 2017.

«Quali potrebbero essere le vie per una catechesi dei ragazzi che finalmente si “sganci” dalla sacramentalizzazione e diventi catechesi per la vita

Nella riflessione, nei documenti ecclesiali e nelle migliori esperienze catechistiche si individuano alcune innovazioni per una autentica iniziazione dei ragazzi: una nuova narrazione della fede che permetta una comunicazione significativa; un autentico accompagnamento o cammino di fede per far fare esperienza della vita cristiana, un coinvolgimento adeguato dei genitori e dell’intera comunità perchè la catechesi si realizzi in modo integrato con tutta la pastorale; una relazione educativa in empatia sia con i catechisti che tra i ragazzi; la costruzione di un vero luogo di apprendimento e di pratica comunitario.

Nel mio intervento sottolineo soprattutto che il cuore del tema è attivare la motivazione dei ragazzi stessi perch questa permette una vera trasformazione\ abilitazione e l’interiorizzazione-integrazione della proposta cristiana.per realizzare questo obiettivo sarà utile impostare la relazione educativa sul cammino di apprendimento della persona più che sul compito e attività del catechista. Una relazione educativa che sviluppi le dimensioni interiori dei ragazzi: il loro campo percettivo, emotivo, sociale, evolutivo, spirituale.

Slides

Riferimenti 

  1. S. Giusti, 0-19. La via della bellezza. Una proposta per l’Iniziazione Cristiana delle nuove generazioni, Paoline, Roma 2003.
  2. S. Giusti, Sentieri di pastorale giovanile. Generare giovani cristiani nella cultura del desiderio, Pharus Editore Librario, Livorno 2016.
  3. Conferenza Episcopale Toscana , L’iniziazione cristiana in Toscana. Come annunciare Cristo risorto alle nuove generazioni e quale percorso di risposta al dono della fede, proporgli? Documento degli Uffici Catechistici Diocesani., Edizioni Cooperativa Firenze 2000, Firenze 30 gennaio 2013.
  4. Meddi, Catechesi. Proposta e formazione della vita cristiana, EMP, Padova 2004, cc. 5.9.
  5. Meddi, Il cammino di fede. Riorganizzare la catechesi parrocchiale, Elledici, Torino 2016, cc. 4-5.

In questo sito

 

Cristiani per scelta. Indicazioni pratiche

Cristiani per scelta. Indicazioni pratiche. Intervento al convegno interdiocesano. Napoli sabato 18 febbraio 2017.

Il documento di cui vogliamo approfondire le possibilità e le condizioni della sua realizzazione o implementazione nella pastorale ordinaria è Cristiani per scelta[1]. Esso è frutto di una ampia riflessione e approfondimento dell’episcopato campano che lo ha approvato all’unanimità e dei diversi soggetti ecclesiali responsabili della pastorale di nuova evangelizzazione: il primo annuncio, l’iniziazione e la formazione cristiana (catechesi). Si colloca nella riflessione pastorale contemporanea che desidera «avanzare nel cammino di conversione pastorale e missionaria delle nostre comunità, che Papa Francesco propone a tutta la Chiesa nella Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium (nn. 25-33)» (Presentazione, 7).

In questo contesto il documento presenta alcune linee orientative al medesimo tempo di teologia e di progettazione pastorale che le chiese locali dovranno ben approfondire per ripensare i singoli interventi dentro una visione decisamente missionaria.

In vista della attuazione e implementazione della ricchezza del documento nelle pratiche pastorali sarà utile sottolineare tre scelte che il documento ha fatto. Esse si si collegano alla prospettiva antropologica che la chiesa ormai definisce via missionaria. L’uomo è infatti la via della chiesa[1]; l’uomo fenomenico[2].

Iniziare più che iniziazione. tra i diversi compiti e finalità della ICR[3] il documento sottolinea quello di realizzare una vera iniziazione alla vita cristiana. Questa finalità va intesa come apprendistato e quindi attività di esercizi di vita cristiana. Questo comporta una riformulazione degli itinerari e delle metodologie pedagogiche. La mistagogia (esperienza della vita nuova) diventa il contenuto del cammino e non la speranza successiva. Questa scelta si trova in diversi passaggi:

un progetto educativo. In questo documento i vescovi campani si riferiamo quasi esclusivamen­te all’IC dei fanciulli, dei ragazzi e degli adolescenti. Que­sto permette di chiarire subito il legame esistente tra IC e educazione (CpS 17) come ricorda DGC 178. D’altra parte la «questione educativa» è al centro del­l’attenzione della Chiesa italiana ih questo decennio 2010- 2020.

– una prospettiva olistica o mistagogica: «con l’iniziazione le persone dovrebbero cominciare il loro cammino di adesione alla fede, essere introdotte dentro una comunità, ma bisognerebbe anche cambiarle: iniziare, quindi, dovrebbe innanzitutto trasformare, portare a Cristo, educare alla vita cristiana» (17-18).

– un’autentica logica catecumenale: processo globale attraverso il quale si diventa cristiani «l’Iniziazione Cristiana deve essere considerata co­me una sintesi ricca e significativa  Si tratta di aiutare a fare un vero e proprio appren­distato globale della vita cristiana   chi inizia a percorrere il cammino dell’IC è chiama­to a una scelta di vita e di fede   perché l’iniziazione Cristiana comporta la parteci­pazione alla missione ecclesiale in un territorio; ciò non accade in modo subitaneo, ma graduale, in quanto l’iniziazione Cristiana è un «cammino diffuso nel tempo», secondo le capacità spirituali e psico-sociali di ognuno (cf. EG 171).

il ruolo dei soggetti: si evidenzia l’esigenza di rimarcare la dimensione co­munitaria, sociale, della vita di ognuno, dinanzi ai sempre più invasivi processi di individualizzazione e di virtualizzazione, di cui sono preda soprattutto i «nativi digitali», le giovani generazioni che sono nate e crescono nel tempo dei personal media e dei social network (CpS 19).

[1] l’espressione, spesso contestata, è di Giovanni Paolo II: cf. Redemptor Hominis, 4 marzo 1979, n. 14; e Centesimus annus, 1 maggio 1991, c. VI.

[2] Paolo VI, Allocuzione di Sua Santità Paolo VI, 1965, 7 dicembre; è la celebrazione di chiusura del sinodo conciliare.

[3] ICR cioè iniziazione cristiana dei ragazzi; l’espressione si riferisce alla vasta età che va dal battesimo dei piccoli fino al catecumenato crismale da collocarsi in età che esprima la possibilità di una scelta autentica, anche se parziale e sempre in crescita; come recita il titolo del documento.

[1] Conferenza Episcopale Campana, Cristiani per scelta. Iniziare alla vita buona del Vangelo in Campania, 2016, 10 febbraio.

 

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Le innovazioni del documento
Le conversioni e le scelte da seguire
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Una pastorale per e con i genitori
Il ruolo delle piccole comunità
Formazione come apprendimento
Educare con esperienze
Oltre la lezione

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vedi anche: Iniziazione cristiana disordinata

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