Non svendo la dottrina, seguo il Concilio

Stefania Falasca, Avvenire  giovedì 17 novembre 2016, intervista Papa Francesco
Giubileo, ecumenismo, Concilio: intervista a Francesco alla vigilia della chiusura della Porta Santa: «La Chiesa non è una squadra di calcio che cerca tifosi»
«Il Giubileo? Non ho fatto un piano. Le cose sono venute. Semplicemente mi sono lasciato portare dallo Spirito. La Chiesa è il Vangelo, non è un cammino di idee. Questo Anno sulla misericordia è un processo maturato nel tempo, dal Concilio… Anche in campo ecumenico il cammino viene da lontano, con i passi dei miei predecessori. Questo è il cammino della Chiesa. Non sono io. Non ho dato nessuna accelerazione. Nella misura in cui andiamo avanti, il cammino sembra andare più veloce, è il motus in fine velocior ». Casa Santa Marta, è mezzogiorno. La conversazione con papa Francesco entra diretta nelle dinamiche di un periodo ecclesiale intenso, e non poteva che soffermarsi in particolare sugli incontri e sui passi ecumenici compiuti che hanno costellato anche i viaggi apostolici in questo Anno della misericordia che sta per concludersi e sulla ricerca prioritaria dell’unità dei cristiani, in questo tempo storico lacerato dai conflitti.

Che significato ha avuto commemorare con i luterani in Svezia i cinquecento anni della Riforma? È stata una sua “fuga in avanti”?

L’incontro con la Chiesa luterana a Lund è stato un passo in più nel cammino ecumenico che è iniziato cinquant’anni fa e in un dialogo teologico luterano-cattolico che ha dato i suoi frutti con la Dichiarazione comune, firmata nel 1999, sulla dottrina della Giustificazione, cioè su come Cristo ci rende giusti salvandoci con la sua Grazia necessaria, cioè il punto da cui erano partite le riflesprio di Lutero. Quindi, ritornare all’essenziale della fede per riscoprire la natura di ciò che unisce. Prima di me Benedetto XVI era andato a Erfurt, e su questo aveva parlato accuratamente, con molta chiarezza. Aveva ripetuto che la domanda su «come posso avere un Dio misericordioso » era penetrata nel cuore di Lutero, e stava dietro ogni sua ricerca teologica e interiore. C’è stata una purificazione della memoria. Lutero voleva fare una riforma che doveva essere come una medicina. Poi le cose si sono cristallizzate, si sono mescolati gli interessi politici del tempo, e si è finiti nel cuius regio eius religio, per cui si doveva seguire la confessione religiosa di chi aveva il potere.

Ma c’è chi pensa che in questi incontri ecumenici lei voglia “svendere” la dottrina cattolica. Qualcuno ha detto che si vuole “protestantizzare” la Chiesa… Non mi toglie il sonno. Io proseguo sulla strada di chi mi ha preceduto, seguo il Concilio.

Quanto alle opinioni, bisogna sempre distinguere lo spirito col quale vengono dette. Quando non c’è un cattivo spirito, aiutano anche a camminare. Altre volte si vede subito che le critiche prendono qua e là per giustificare una posizione già assunta, non sono oneste, sono fatte con spirito cattivo per fomentare divisione. Si vede subito che certi rigorismi nascono da una mancanza, dal voler nascondere dentro un’armatura la propria triste insoddisfazione. Se guardi il film Il pranzo di Babette c’è questo comportamento rigido.

Testo completo

Il ruolo del catechismo nella missione della Chiesa

catechismo-e-missioneIl lavoro del prof. Rizzi presenta notevoli punti di interesse sia dal punto di vista teologico che etno-antropologico. Il mio intervento sottolinea soprattutto l’interesse catechetico.

Con questa parola voglio intendere prevalentemente la dimensione pedagogica presente nei testi catalogati utilizzata nella presentazione della fede e della vita cristiana nel tempo del post-tridentinismo nei luoghi della missione. È quindi un interesse di catechesi missionaria.

In modo particolare ci può aiutare a dare risposta ad un interrogativo che si è sviluppato nel tempo successivo al Vaticano II e che riguarda la opportunità missionaria del catechismo stesso sia nella evangelizzazione che nella formazione cristiana.

La importante ricostruzione di Giovanni Rizzi
Anche solo dalla analisi degli indici [pp. 85-238; 1613-1672] si possono ricavare notevoli indicazioni catechetiche.

  • La quantità: 18.000 catechismi che indica l’importanza dello strumento “catechismo” per la missione post-tridentina
  • La ecclesialità e vera soggettualità ecclesiale: i catechismi rimandano ad autori, animatori pastorali e soprattutto adattamenti e forme di inculturazione
  • Uso delle lingue e riconoscimento dell’universo di significato dei destinatari, forse non per la dottrina ma almeno per la presentazione della vita cristiana.
  • Offre indicazioni sul genere letterario: prevale il primato della fonte dottrinale su quella biblica e liturgica; quadripartito non sempre nella logica del C.Romano (1566)
  • Si deve segnalare, piuttosto, che molto spesso nei catechismi o accanto ad essi si trovano indicazioni sulla vita cristiana con indicazioni per la preghiera e soprattutto la vita morale spesso collegate alle singole situazioni
  • presenza di elementi didattici, uso della domanda-risposta, uso dei disegni e delle figure

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G. Rizzi, Il corpus dei catechismi nel fondo della Biblioteca Urbaniana di Propaganda Fide. Il continente Africano, 2. voll., Urbaniana University Press, Città del Vaticano 2015.

Sussidio per la pastorale della coppia

il-mio-amatoAutori: Donatella Scaiola (riflessione biblica), Serena Noceti (riflessione teologica), Adria Archetti e Pietro Gallo (attualizzazione e piste per la riflessione personale, in coppia e in gruppo), Marco Bonarini (testi e segni per la preghiera). Saggio introduttivo di Luciano Meddi

Non mancano opere letterarie sul Cantico dei Cantici: traduzioni, testi esegetici, riflessioni teologiche, piste di riflessione psicologica. Molte di queste si rivolgono a specialisti del ramo, altre direttamente alle coppie di sposi. Questo testo ha la peculiarità di rileggere uno stesso brano del Cantico con approcci differenti (biblico, teologico, liturgico, di attualizzazione rispetto alla realtà vissuta dalle coppie di oggi), di affrontare tematiche fondamentali per la costruzione del cammino matrimoniale, e di prestarsi ad essere utilizzato come un sussidio pastorale

Struttura: Il testo si articola in un saggio introduttivo (la formazione cristiana della coppia), una presentazione (che include la metodologia di impiego del libro, un inquadramento generale del Cantico dal punto di vista biblico, e alcune chiavi metodologiche dal punto di vista teologico e liturgico), e in sette capitoli che prendono spunto da diversi brani del Cantico. I capitoli sono disposti non in funzione della successione del testo biblico, ma secondo una progressione di senso che va dal desiderio che i due innamorati provano uno per l’altra alla riscoperta del significato della coppia umana come immagine di Dio. Ogni capitolo si articola in: a) il testo del Ct scelto per quel capitolo; b) riflessione biblica; c) riflessione teologica; d) attualizzazione, con spunti per la riflessione personale e in coppia; e) testi e segni per la preghiera individuale e in coppia; f) spunti per la discussione in gruppo sulla riflessione biblica, teologica, e sull’attualizzazione.

Contenuti. I contenuti dei sette capitoli (con i relativi versetti di riferimento del Ct) sono i seguenti: Il desiderio (2,8-17; 3,1-5); Il corpo, l’eros, i sentimenti (4,1-16; 5,10-16; 6,4-7; 7,1-11); Dalle famiglie di origine, una nuova storia (1,1-8; 8,8-14); Identità e alterità (1,9-17; 2,1-7); Un amore di coppia reciproco e paritario (5,1-8; 6,1-3); La fedeltà di coppia (6,8-12; 7,12-14; 8,1-4); Coppia come immagine di Dio (8,5-7).

Obiettivi. Lo scopo di questo libro è quello di offrire uno stimolo e un aiuto per la riflessione di alcune coppie di sposi, o di fidanzati che si stanno preparando al matrimonio, in merito alla propria storia di amore, alle sue prospettive, al senso profondo del proprio cammino a due. A questo fine viene proposta una riflessione che prende spunto da una lettura approfondita di uno dei più bei libri della Bibbia: il Cantico dei Cantici

I destinatari del volume. Coppie (fidanzati o coniugi) che singolarmente o, meglio, in un piccolo gruppo, vogliano approfondire il senso del loro percorso coniugale attraverso una riflessione guidata sul Cantico dei Cantici

Riforma e Bibbia via della NE in Europa (e nel mondo)

Intervista a Papa francesco. In occasione del viaggio apostolico in Svezia. 

Oltre a spiegare le modalità della visita e il suo significato, Francesco parla della sfida spirituale per le Chiese «invecchiate»; dell’importanza dell’inquietudine in società segnate dal benessere. A proposito del dialogo ecumenico sottolinea l’importanza di «camminare insieme» per «non restare chiusi in prospettive rigide, perchè in queste non c’è possibilità di riforma».

“Nei dialoghi ecumenici le differenti comunità dovrebbero provare ad arricchirsi reciprocamente con il meglio delle loro tradizioni.

Che cosa la Chiesa cattolica potrebbe imparare dalla tradizione luterana? Mi vengono in mente due parole: «riforma» e «Scrittura».

Cerco di spiegarmi. La prima è la parola «riforma». All’inizio quello di Lutero era un gesto di riforma in un momento difficile per la Chiesa. Lutero voleva porre un rimedio a una situazione complessa. Poi questo gesto — anche a causa di situazioni politiche, pensiamo anche al cuius regio eius religio — è diventato uno «stato» di separazione, e non un «processo» di riforma di tutta la Chiesa, che invece è fondamentale, perché la Chiesa è semper reformanda. La seconda parola è «Scrittura», la Parola di Dio. Lutero ha fatto un grande passo per mettere la Parola di Dio nelle mani del popolo. Riforma e Scrittura sono le due cose fondamentali che possiamo approfondire guardando alla tradizione luterana. Mi vengono in mente adesso le Congregazioni Generali prima del Conclave e quanto la richiesta di una riforma sia stata viva e presente nelle nostre discussioni”

«Non si può essere cattolici e settari»: così Papa Francesco alla vigilia del viaggio apostolico in Svezia, il 31 ottobre 2016, per partecipare alla commemorazione ecumenica dei 500 anni della Riforma luterana. In una lunga intervista concessa a p. Ulf Jonsson, direttore della rivista dei gesuiti svedesi Signum, insieme al direttore de La Civiltà Cattolica, p. Antonio Spadaro, il Pontefice ha parlato, tra gli altri argomenti, delle sue amicizie con luterani già da ragazzo e poi ai tempi del suo ministero episcopale.

download del testo ITA e EN qui

Approfondimenti sulla Evangelizzazione in Europa:

S. Noceti, Riforma e inculturazione della Chiesa in Europa. Un annuncio da ricomprendere, una figura di Chiesa da ripensare, un “caso serio” da affrontare,in A. Spadaro-C.M. Galli (Edd.), La riforma e le riforme della Chiesa, Queriniana, Brescia 2016, 504-520.

L. Meddi, Compiti e Pratiche di Nuova Evangelizzazione, in C.Dotolo-L.Meddi, Evangelizzare la vita cristiana. Teologia e Pratiche di Nuova Evangelizzazione, Cittadella, Assisi 2012, 79-150

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