Grandi Parole: Bibbia (leggere la)

grandiparole1. Destinatari della scheda. Questo tema riguarda tutti gli itinerari previsti, adattando i contenuti al livello di fede e di preparazione di ciascuna categoria di destinatari.

2. Dimensione biblica. Andrà in ogni momento tenuta presente l’avvertenza che “la Bibbia si legge con la Bibbia”, che significa che bisogna interpretare ogni passo alla luce del messaggio globale, per non correre il pericolo di avere messaggi contrastanti, data la varietà dei testi, delle epoche in cui sono stati scritti e della diversità degli autori. Rammentiamo alcuni concetti.

La Bibbia è formata da molti libri, scritti da autori diversi in epoche diverse. È molto importante fare attenzione ai diversi “generi letterari”; ci sono infatti libri di poesia, di storia, di saggistica, di legislatura, di spiritualità. Bisogna accostarsi ai vari libri tenendo conto sia dell’epoca in cui sono stati scritti, sia del genere letterario, sia del panorama storico-geografico circostante.

3. La tradizione della chiesa. Il Concilio Vaticano II ha dedicato una costituzione dogmatica alla Parola di Dio (la “Dei Verbum”)  ed è un testo fondamentale tutto da leggere.  Al n. 12 dice:

Poiché Dio nella Sacra scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana, l’interprete della Sacra  Scrittura, per capire bene ciò che Egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole. Per ricercare l’intenzione degli agiografi, si deve tener conto, tra l’altro, anche dei generi letterari.

Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l’autore sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell’agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani.

È compito degli esegeti contribuire, secondo queste norme, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della Sacra Scrittura, affinché, mediante i loro studi, in qualche modo preparatori, maturi il giudizio della Chiesa.”

4. Attenzioni pastorali. La Bibbia solo ultimamente ha creato un certo interesse tra il popolo credente, ma questo interesse è limitato a una piccola percentuale e quindi va presentata con prudenza e cognizione.

Ciò che interessa sottolineare è che spesso la Lettura della Bibbia risulta sterile e non può risuonare come Parola di Dio  e quindi essere efficace per la vita. Ciò può accadere per due motivi: 1. Non c’è chiarezza per quanto riguarda il contesto culturale in cui il libro che leggiamo è stato scritto. 2. Non c’è una corretta intenzionalità in chi legge, in quanto ciascuno porta con sé i propri problemi e le interpretazioni culturali del proprio tempo.

È necessario perciò accostarsi alla Bibbia con grande attenzione, facendosi guidare anche da chi fa una professione dello studio del testo: I biblisti ci guidano in quell’analisi che si chiama “ermeneutica” (scienza dell’interpretazione) e si compone di una  parte esegetica e di una  parte attualizzante.  Come non possiamo, considerando la presenza reale del Cristo Gesù nella Comunità dei suoi seguaci, separare il Pane dalla Parola, così, nello studio della Bibbia, non possiamo separare l’esegesi  dall’attualizzazione. L’esegesi, da sola, si riduce a studio letterario dal sapore di archeologia e la Bibbia cessa di essere un libro vivo;  illudersi di poter attualizzare senza aver prima studiato, equivale a voler mettere in atto qualcosa che non si conosce.

Tratto da

Barghiglioni E. e M.-Meddi L., Adulti nella comunità cristiana. Guida alla preparazione di itinerari per l’evangelizzazione, la crescita nella fede e la mistagogia della vita cristiana, Paoline, Milano 2008

© lucianomeddi.eu

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