Tag Archives: Francesco I

Rimettere al centro la responsabilità dell’evangelizzazione

milanoRimettere al centro l’evangelizzazione

Quale idea di evangelizzazione di EG e quali priorità per oggi ? Intervento di don Luciano Meddi  al convegno «Èquipe Decapoli», Seveso sabato 14 maggio 2016

Come intendere l’espressione “conversione missionaria”? EG usa questa espressione (10 volte) in diversi contesti ma soprattutto nei nn. 25-33 dedicati alla “pastorale in conversione”. L’espressione si riferisce all’azione ecclesiale, alle sue strutture e ai suoi soggetti; significa attivare il soggetto ecclesiale perchè si apra alla testimonianza dell’amore di Dio verso gli ultimi.

Conversione si comprende meglio con l’analisi del termine “riforma” (8 volte); termine anch’esso presente prevalentemente in I,2 “pastorale in conversione” (nn.25-33) e che mette in collegamento il rinnovamento delle strutture (la parrocchia, la organizzazione della Chiesa locale e della predicazione) con la fedeltà a Gesù Cristo.

Questa espressione non rappresenta una innovazione perché abbiamo ricordato che ”missione come riforma” era già stata indicata da Paolo VI come via principale della missione della Chiesa. E tuttavia rappresenta una chiara innovazione e discontinuità perché l’istanza della riforma della Chiesa come chiave della NE fu presto abbandonata.

La comprensione della “conversione missionaria” di EG come questione di testimonianza del Vangelo si arricchisce molto se si chiarisce in primo luogo il valore della espressione “evangelizzazione”. Il vocabolario della evangelizzazione (Vangelo, evangelizzazione, annuncio, kerygma, dottrina) struttura il compito missionario individuato da EG. Il processo di evangelizzazione si compone di Vangelo, di annuncio e di kerygma. Questo annuncio è la base-fondamento della progressione formativa dei credenti; diventa catechesi  kerygmatica e mistagogica ma anche impegno sociale e condizione per il dialogo ecumenico. Il Vangelo non esclude la dottrina ma non ne fa il suo centro interpretativo che, invece, rimane la comunicazione della gioia.

Nel testo appaiono due kerygma fondamentali. Nella prima parte l’annuncio della fede è collegato alla risurrezione. Si annuncia il Vangelo della croce gloriosa di Cristo [EG 5]; si afferma che “in realtà, il suo centro e la sua essenza è sempre lo stesso: il Dio che ha manifestato il suo immenso amore in Cristo morto e risorto” [EG 11]. Tuttavia l’insieme della Esortazione e la seconda parte di essa, il c. IV, è tutto centrata sul tema messianico a partire dall’annuncio pre-pasquale della predica di Luca 4. Sono evidenti la continuità e la discontinuità di questa impostazione con le precedenti affermazioni, e con il Sinodo per la NE dove il kerygma è solo quello paolino di 1Cor 15 nella interpretazione, cioè, redentiva e veritativa […]

  1. Evangelizzazione e riforma della chiesa (rimettere al centro oggi)
  2. Una prospettiva «integrale» di evangelizzazione (una idea di evangelizzazione)
  3. Nuove narrazioni (una idea di primo annuncio annunzio)
  4. Stili di evangelizzazione (la responsabilità)
  5. I soggetti dell’evangelizzazione
    (la responsabilità)
  6. Luoghi e ministeri della evangelizzazione (la responsabilità)

DOWNLOAD slides la responsabilità del vangelo
DOWNLOAD sintesi articolo L. Meddi, La conversione missionaria della pastorale. Contributo per la receptio di Evangelii gaudium, in «Urbaniana University Journal» 68 (2015) 2, 79-126

 

Per approfondire

Evangelii gaudium Prospettive ecclesiologiche, etiche e pastorali, in «Urbaniana University Journal», 2015, 68, 2; Une Église en sortie?, in «Lumen Vitae», 2015, 70, 1; J.A. Segovia J.L.-Ávila Blanco A.-Velasco J.M.-Pagola, Evangelii Gaudium y los desafíos pastorales para la iglesia, Ppc, Madrid 2014; Evangelizzazione Pontificio Consiglio Per La Promozione Della Nuova, Incontro Internazionale “Il progetto pastorale di Evangelii Gaudium”. 18-19-20 settembre 2014 – Aula Paolo VI, 2014, in www.novaevangelizatio.va; M.H. Yanez (a cura di), Evangelii Gaudium: il testo ci interroga. Chiavi di lettura, testimonianze e prospettive, Pontificio Istituto Biblico, Roma 2014; A. Spadaro, Radici, struttura e significato della prima Esortazione Apostolica di Papa Francesco, Francesco, Evangelii Gaudium. Testo integrale e commento de “La  Civiltà Cattolica”, Ancora, Milano 2014, 151-169; G. Alcamo (a cura di), La catechesi educa alla gioia evangelica. Riflessioni teologico-pastorali a partire dall’Esortazione Evangelii Gaudium, Paoline, Milano 2014.

 

 

Il prete e l’annuncio del Vangelo

prete.annuncioL’annuncio del Vangelo della Gioia
di Evangelii Gaudium

La comprensione della “conversione missionaria” di EG si arricchisce molto se si chiarisce in primo luogo il valore della espressione “evangelizzazione”.

Il vocabolario della evangelizzazione (Vangelo, evangelizzazione, annuncio, kerygma, dottrina) struttura il compito missionario individuato da EG.

Si identifica con il messaggio di Gesù che testimonia l’amore di Dio senza escludere il mistero della sua persona.

Papa Francesco e la catechesi

bergoglioLa catechesi nella “Evangelium gaudium”.

Il modello di catechesi di papa Francesco si inserisce nella tradizione del movimento catechistico riequilibrando aspetti recenti solo preoccupati della crisi della trasmissione della dottrina e rimettendo al centro il compito della formazione dei battezzati perché siano aiutati ad essere discepoli, cioè missionari.

  • Il suo modello di catechesi è descritto nella sua azione quotidiana. È catechista cioè ci riporta sempre all’essenziale della fede, lo collega alla vita, ci esorta e ci incoraggia a realizzarlo; lo fa con una comunicazione immediata, positiva, con tutto il suo corpo, ricca di simboli, partendo dalla scrittura e collegandola alla vita della chiesa.
  • Una catechesi per la missione della chiesa. Ogni paragrafo della Esortazione trasuda l’esperienza diretta del pastore Bergoglio-Francesco; ma dietro lo stile colloquiale si intravedono scelte e posizioni in ordine alla teologia della missione e alla catechetica. Il testo, che pure è scritto dopo il Sinodo per la Nuova Evangelizzazione del 2012, non usa volentieri tale espressione preferendole la più chiara evangelizzazione e radicandola nella riflessione sulla missione della chiesa.
  • La catechesi nel servizio alla Parola. L’evangelizzazione, intesa come missione globale della chiesa, non termina con l’annuncio. «Il primo annuncio deve dar luogo anche ad un cammino di formazione e di maturazione. Questo è il compito specifico della catechesi. Non si cada nell’equivoco di rinnovare la catechesi attribuendole solo compiti di annuncio per lasciare di nuovo il catecumeno e il battezzato soli nella impresa di vivere da cristiani. 
  • Il modello di catechesi che esprime. Certamente il Papa si pone in continuità con il magistero precedente. Una catechesi che ha come scopo la formazione della risposta di fede fino alla acquisizione della “statura o maturità di Cristo” e che si lascia aiutare dalle scienze della formazione e dalla cultura. Con questa esortazione si riascoltano nuovamente le parole-chiave del rinnovamento catechetico pre e post-conciliare. Si torna nel grande fiume della simpatia verso la cultura e la persona umana. 
  • È una catechesi – questo si deve assolutamente sottolineare – che rimette al centro la visione di Evangelii Nuntiandi n. 44, testo che parla di essa come azione ecclesiale che ha il compito di sviluppare gli atteggiamenti stabili della vita cristiana. 
  • Suggestioni per la catechesi in Italia. Nella futura riscrittura del “Documento Base” i vescovi troveranno nella esortazione ispirazione per una saggia mediazione tra il compito di annuncio e il compito della formazione dei battezzati recuperando la sintesi già individuata nel 1970 quando il Documento affidava alla catechesi il sostegno alla adesione-risposta al messaggio della fede e lo sviluppo degli atteggiamenti o competenze della vita cristiana. Compito riassunto nelle espressioni mentalità di fede (DB n. 38) ed integrazione fede-vita  (DB nn. 52-55). 

L’intera riflessione è pubblicata in Meddi L., La catechesi nella “Evangelium gaudium”, © Settimana 2014, 49,10, 8-9.
La rivista Settimana lo ha gentilmente reso pubblico; si può leggere e scaricare qui.

Leggi anche
Papa Francesco e la missione\2
Papa Francesco e la missione\1

 

 

Il catechista per la Nuova Evangelizzazione

sullestradeMeddi L., Il tempo della Nuova Evangelizzazione. Risorsa per i catechisti nell’attuale contesto culturale e religioso. Intervento al Convegno dei Catechisti della diocesi di Cagliari, 2013, 9 novembre.

Il tema riassunto nel titolo è ricco di molte suggestioni. Il termine tempo indica sia le caratteristiche socio-culturali sia le opportunità teologiche. Ogni tempo è kairos di Dio da accogliere; è annuncio della fede di Gesù mediata attraverso il discernimento della comunità.

La cultura è via e quasi sacramento della missione. Lo Spirito di Dio sta guidando anche il nostro tempo e la Nuova Evangelizzazione (NE) desidera mettersi a servizio di questa missione. Per questo propongo una visione del compito del catechista e della sua formazione improntato non a contrastare o riconquistare la cultura, ma – al suo contrario – facendo tesoro delle innovazioni culturali che permettono alle persone di realizzare se stesse in questo contesto di complessità. In particolare voglio sottolinearne due: la persona è soggetto della decisione (anche religiosa) e l’utilità di pensare la scelta come frutto della sperimentazione di liberazione che la proposta evangelizzatrice promette.

In questo tempo di NE catechista ha un compito importante. Di fatto in molti paesi  è il vero e proprio missionario. Papa Francesco nel suo recente accorato appello ai catechisti evangelizzatori ha indicato prospettive decisive. l’identità del catechista è una vocazione radicata nell’essere in comunione con l’amore di Cristo. Il papa indica tre radicamenti. L’essere si realizza nella frequentazione di Gesù, nella familiarità con Lui. Il lavoro del catechista è uscire continuamente da sé per amore, per testimoniare Gesù e parlare di Gesù, predicare Gesù. Il compito della catechesi\catechista – infine – è uscire da sè e annunciare lo stesso dono ricevuto; senza aver paura di andare con Lui nelle periferie perchè nelle periferie Dio ci precede[i].

L’intero discorso potrà essere una guida per riformulare il compito della evangelizzazione e della catechesi in contesto di NE. Egli le vede centrate sull’annuncio  cristologico (la fede di Gesù) più che sulla questione del dire Dio. Le pensa come attività ancorate nella fedeltà alla tradizione ma ancora di più aperte alla creatività  e fiducia verso la cultura.

Leggi anche

 


[i] Francesco, Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti al Congresso Internazionale sulla catechesi. Aula Paolo VI, 2013, 27 settembre, [http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/september/documents/papa-francesco_20130927_pellegrinaggio-catechisti_it.html] .