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L’actualisation: un devoir de la pastorale biblique

bibbia.franciaLa lecture del la Bible comme expérience de rencontre dans le contexte culturel d’aujourd’hui. L’actualisation: un devoir de la pastorale biblique, in Derroitte H. (sous la direction de), Dimensions bibliques de la catéchèse. Du texte biblique à la Parole de Dieu Lumen Vitae, Brexelles 2013, 117-144.

L’articolo è la traduzione di Incontrare la Bibbia nel contesto culturale oggi. Il compito attualizzante della pastorale biblica   in Istituto di Catechetica Università Pontificia Salesiana-Pastore C. (a cura), “Viva ed efficace è la parola di Dio” (eb 4,32). Linee per l’animazione biblica della pastorale, Elledici, Torino 2010, 53-66.

 

 

 

Grandi Parole: Nomi di Dio

grandiparole

1. Destinatari. È un tema che riguarda principalmente gli itinerari che interessano l’Iniziazione Cristiana e la rievangelizzazione. È importante trattare questo tema abbastanza presto perché spesso la confusione sui nomi (che individuano le caratteristiche) di Dio è il motivo dell’allontanamento o del rifiuto.

2. Dimensione biblica. Come cristiani siamo tributari dell’ebraismo che ci ha preceduto e con il quale condividiamo l’Antica Alleanza espressa da una parte notevole della Bibbia. Dio sul monte Sinai comunica a Mosé il proprio nome, o meglio gli comunica la propria esistenza dicendogli “Io sono colui che è” cioè JAHVE. L’ebraismo insegna che questo nome di Dio, pur esistendo in forma scritta, è troppo sacro per essere pronunciato. Tutte le moderne forme di ebraismo proibiscono il completamento del nome divino, la cui pronuncia era riservata al Sommo Sacerdote, nel Tempio di Gerusalemme. Poiché il Tempio è in rovina, il Nome non è attualmente mai pronunciato durante riti ebraici contemporanei. Invece di pronunciare il Nome durante le preghiere, gli ebrei dicono Adonai, cioè “Signore“.

I libri dell’Antica Alleanza riportano una serie di aggettivi che lo specificano meglio: “è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra e non ve n’è un altro” (Dt. 4,39); “è fedele” (Dt. 7,9); “è santo, è una rocca”(cfr 1Sam. 2,2); “sovrano dell’universo” (Est. 4,17b); “agisce con misericordia” (cfr Sir. 50,22); “Io sono il Signore e non ve n’è alcun altro; fuori di me non c’è dio” (Is. 45,5); “salvatore” (cfr Is. 45,22); “il Dio vivente” (Dan. 14,25); “Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce” (Sal. 46,2); “Il Signore è prode in guerra, si chiama Signore” (Es. 45,3); “Il Signore è il Dio che stronca le guerre” (Gdt. 16,2); “Tu sei giusto o Signore, e giuste sono tutte le tue opere. Ogni tua via è misericordia e verità. Tu sei il giudice del mondo” (Tb. 3,2); “Tu, pastore d’Israele, ascolta” (Sal. 80,2).

I testi della Nuova Alleanza in parte confermano questi nomi di Dio ma sottolineano di più gli attributi di paternità, di misericordia, di Dio della pace:

Egli è unico e non v’è nessun altro al di fuori di Lui” (Mc. 12,32); “Un solo Dio Padre di tutti” (Ef. 4,6); “Grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro”(1Tim. 1,2); “Pregate il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” (Mt. 9,38); “si sono manifestate la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini” (Tt. 3,4); “il Dio della pace sia con tutti voi” (Rm. 15,32); “Dio non è un Dio di disordine, ma di pace” (1Cor. 14,33), “il Dio della pace sarà con voi!” (Fil. 4,9); “Sei giusto, Tu che sei e che eri, Tu il Santo” (Ap. 16,57); “Così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa Alleanza” (Lc. 1,72); “Sia benedetto Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo,nella sua grande misericordia Egli ci ha rigenerati” (1Pt. 1,3); “Di generazione in generazione la sua misericordia su quelli che lo temono” (Lc. 1,50).

3. La tradizione della Chiesa.  Nella religione ebraica, Dio è visto come l’Essere Supremo, Creatore, Autore e Causa prima dell’universo, Governatore del mondo e degli uomini, Giudice supremo e Padre, la cui giustizia è temperata dalla misericordia, i cui propositi sono realizzati da agenti prescelti, che possono essere sia individui sia nazioni. Dio comunica la sua volontà attraverso profeti e altri canali stabiliti. I cristiani condividono con gli ebrei queste caratteristiche divine, e con Gesù Cristo sottolineano la bontà, la sollecitudine paterna e la misericordia, ma la novità è l’immagine trinitaria di Dio, che si manifesta come Padre, Figlio e Spirito Santo. Per molto tempo nella Chiesa sono state preponderanti i nomi di Dio come giudice, Signore degli eserciti, creatore e onnipotente. Da qualche tempo si è riscoperta la sua caratteristica di Padre cui con felice spirito profetico è stata aggiunta quella di madre, ma soprattutto il suo essere misericordioso, tanto da essere oggetto di una enciclica papale.

4. Attenzioni Pastorali.  Bisogna considerare che avere un concetto di un Dio che sia amabile, paterno e materno, vicino all’uomo ma non tanto da togliere il respiro e la libertà è fondamentale per la vita di fede di ogni persona. È fondamentale per vedere in una giusta dimensione la presenza del male nel mondo. Occorre perciò che coloro che si avvicinano o che si riavvicinano alla fede possano avere un equilibrio che permetta loro di avere fiducia nella provvidenza divina senza cadere nel provvidenzialismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tratto da
Barghiglioni E. e M.-Meddi L., Adulti nella comunità cristiana. Guida alla preparazione di itinerari per l’evangelizzazione, la crescita nella fede e la mistagogia della vita cristiana, Paoline, Milano 2008

© lucianomeddi.eu

Grandi Parole: Bibbia (leggere la)

grandiparole1. Destinatari della scheda. Questo tema riguarda tutti gli itinerari previsti, adattando i contenuti al livello di fede e di preparazione di ciascuna categoria di destinatari.

2. Dimensione biblica. Andrà in ogni momento tenuta presente l’avvertenza che “la Bibbia si legge con la Bibbia”, che significa che bisogna interpretare ogni passo alla luce del messaggio globale, per non correre il pericolo di avere messaggi contrastanti, data la varietà dei testi, delle epoche in cui sono stati scritti e della diversità degli autori. Rammentiamo alcuni concetti.

La Bibbia è formata da molti libri, scritti da autori diversi in epoche diverse. È molto importante fare attenzione ai diversi “generi letterari”; ci sono infatti libri di poesia, di storia, di saggistica, di legislatura, di spiritualità. Bisogna accostarsi ai vari libri tenendo conto sia dell’epoca in cui sono stati scritti, sia del genere letterario, sia del panorama storico-geografico circostante.

3. La tradizione della chiesa. Il Concilio Vaticano II ha dedicato una costituzione dogmatica alla Parola di Dio (la “Dei Verbum”)  ed è un testo fondamentale tutto da leggere.  Al n. 12 dice:

Poiché Dio nella Sacra scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana, l’interprete della Sacra  Scrittura, per capire bene ciò che Egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole. Per ricercare l’intenzione degli agiografi, si deve tener conto, tra l’altro, anche dei generi letterari.

Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l’autore sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell’agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani.

È compito degli esegeti contribuire, secondo queste norme, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della Sacra Scrittura, affinché, mediante i loro studi, in qualche modo preparatori, maturi il giudizio della Chiesa.”

4. Attenzioni pastorali. La Bibbia solo ultimamente ha creato un certo interesse tra il popolo credente, ma questo interesse è limitato a una piccola percentuale e quindi va presentata con prudenza e cognizione.

Ciò che interessa sottolineare è che spesso la Lettura della Bibbia risulta sterile e non può risuonare come Parola di Dio  e quindi essere efficace per la vita. Ciò può accadere per due motivi: 1. Non c’è chiarezza per quanto riguarda il contesto culturale in cui il libro che leggiamo è stato scritto. 2. Non c’è una corretta intenzionalità in chi legge, in quanto ciascuno porta con sé i propri problemi e le interpretazioni culturali del proprio tempo.

È necessario perciò accostarsi alla Bibbia con grande attenzione, facendosi guidare anche da chi fa una professione dello studio del testo: I biblisti ci guidano in quell’analisi che si chiama “ermeneutica” (scienza dell’interpretazione) e si compone di una  parte esegetica e di una  parte attualizzante.  Come non possiamo, considerando la presenza reale del Cristo Gesù nella Comunità dei suoi seguaci, separare il Pane dalla Parola, così, nello studio della Bibbia, non possiamo separare l’esegesi  dall’attualizzazione. L’esegesi, da sola, si riduce a studio letterario dal sapore di archeologia e la Bibbia cessa di essere un libro vivo;  illudersi di poter attualizzare senza aver prima studiato, equivale a voler mettere in atto qualcosa che non si conosce.

Tratto da

Barghiglioni E. e M.-Meddi L., Adulti nella comunità cristiana. Guida alla preparazione di itinerari per l’evangelizzazione, la crescita nella fede e la mistagogia della vita cristiana, Paoline, Milano 2008

© lucianomeddi.eu