Sintesi del messaggio delle propositiones parte terza

Sintesi – parte terza

Il presente testo è una sintesi lineare – il più rispettosa possibile – delle prime due parti del testo. Puoi leggere qui il documento intero

 

4)  Agenti/Partecipanti della nuova evangelizzazione, nn. 41-56

La Chiesa particolare è il soggetto della nuova evangelizzazione. Per le prime comunità cristiane, la comunione era un elemento costitutivo della vita di fede e necessaria per l’evangelizzazione La Chiesa permette a ciascuno dei suoi membri di essere consapevoli della loro responsabilità di essere come lievito nella pasta. (N. 41).

Essa deve animare e condurre una rinnovata attività pastorale in grado di integrare la varietà dei carismi, ministeri, stati di vita e di risorse (attività pastorale integrata). Tutte queste realtà devono essere coordinate all’interno di un progetto organico missionario, capace di comunicare la pienezza della vita cristiana a tutti, specialmente a coloro che si sentono lontani dalla cura della Chiesa. Tale sforzo deve nascere dal dialogo e la cooperazione di tutti i componenti diocesani, tra cui: le parrocchie, le piccole comunità cristiane, comunità educative, comunità di vita consacrata, associazioni, movimenti e singoli fedeli. Ogni programma pastorale deve trasmettere la vera novità del Vangelo, ed essere incentrato su un incontro personale e vivo con Gesù. (N. 42)

Nella diocesi le diverse realtà carismatiche riconoscere l’autorità del vescovo come parte integrante della propria azione proprio nel servizio della missione ecclesiale. Il Vescovo ha la responsabilità di “giudicare la genuinità di questi doni e guidare il loro uso comune” (Lumen gentium, 12). Gli studi devono essere intraprese a livello sia diocesani e interdiocesani per vedere come sia i doni carismatici e gerarchiche sono in grado di cooperare per l’azione pastorale e nella vita spirituale della Chiesa. Dal Concilio Vaticano II, la nuova evangelizzazione ha tratto grande beneficio dal dinamismo dei nuovi movimenti ecclesiali e nuove comunità. Il loro ideale di santità e di unità è stata la fonte di molte vocazioni e notevoli iniziative missionarie. (N.43).

La parrocchia, in e attraverso tutte le sue attività, deve animare i suoi membri a diventare agenti della nuova evangelizzazione, testimonianza sia attraverso le loro parole e le loro vite. . Il Sinodo incoraggia pertanto visite parrocchiali alle famiglie come un modo di rinnovamento della parrocchia. A volte accade che la parrocchia è visto solo come un luogo per eventi importanti o anche come un centro turistico. Lungo la stessa linea, “agenti pastorali” in ospedali, centri giovanili, le fabbriche, prigioni, ecc La Chiesa dovrebbe, infatti, essere presenti in tali luoghi, dal momento che Cristo ha mostrato la sua preferenza per le persone che si trovano.

La vocazione e la missione propria dei fedeli laici è la trasformazione delle strutture del mondo, per lasciare che tutto il comportamento umano e le attività di essere informato dal Vangelo. Questo è il motivo per cui è così importante per guidare i laici cristiani in un’intima conoscenza di Cristo, al fine di formare la loro coscienza morale attraverso la loro vita in Cristo. Il Concilio Vaticano II individua quattro aspetti principali della missione dei battezzati: la testimonianza della loro vita, le opere di carità e di misericordia, rinnovare l’ordine temporale e l’evangelizzazione diretta (cfr Lumen gentium, Apostolicam actuositatem). In questo modo, essi saranno in grado di dare testimonianza di una vita veramente coerente con la loro fede cristiana, come singole persone e come comunità. I laici cooperano all’opera della Chiesa di evangelizzazione, come testimoni e al tempo stesso strumenti vivi che condividono la sua missione salvifica (cfr Ad gentes, 41). (N. 41)

La Chiesa apprezza la pari dignità delle donne e degli uomini nella società, come fatti a immagine di Dio, e nella Chiesa in base alla loro comune vocazione di battezzati in Cristo, ha riconosciuto le capacità specifiche delle donne, come la loro attenzione verso gli altri ei loro doni per nutrire e compassione, soprattutto nella loro vocazione di madre, attraverso la loro dedizione alla trasmissione della vita in famiglia. Il Sinodo riconosce che oggi, le donne (laici e religiosi) insieme con gli uomini contribuire alla riflessione teologica a tutti i livelli e condividere le responsabilità pastorali in modo nuovo, in modo da portare avanti la nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede (n. 46)

Questo Sinodo ritiene che sia necessario istituire centri di formazione per la nuova evangelizzazione, in cui i laici imparare a parlare della persona di Cristo in maniera convincente adatte ai nostri tempi e per gruppi specifici di persone (giovani, agnostici, gli anziani e così via).

Il cristocentrismo trinitario (cfr Direttorio generale della catechesi, 98-100) è il criterio più essenziale e fondamentale per la presentazione del messaggio evangelico in tutti e tre i momenti di evangelizzazione, sia per primo annuncio, la catechesi e la formazione permanente (cfr. GDC, 60 -72). Tutto l’insegnamento e le risorse devono essere valutati in questa luce. (N. 47)

Fondata dal sacramento del matrimonio, della famiglia cristiana come Chiesa domestica è il luogo e il primo agente nel dono della vita e dell’amore, la trasmissione della fede e la formazione della persona umana secondo i valori del Vangelo. Allo stesso tempo, la Nuova Evangelizzazione deve cercare di tener conto dei notevoli problemi pastorali in tutto il matrimonio, il caso dei divorziati risposati. La Chiesa con cura materna e spirito evangelico deve cercare le risposte adeguate per queste situazioni, come un aspetto importante della nuova evangelizzazione. E ‘necessario educare le persone su come vivere la sessualità umana secondo l’antropologia cristiana, sia prima del matrimonio e nel matrimonio stesso. (N. 48).

I Padri sinodali incoraggiano i vescovi e sacerdoti per conoscere la vita delle persone che servono in un modo più personale, con testimoni credibili. La formazione permanente per il clero sulla nuova evangelizzazione e metodi di evangelizzazione nella diocesi e parrocchia sono necessari al fine di imparare mezzi efficaci per mobilitare i laici a impegnarsi nella nuova evangelizzazione. Proponiamo tuttavia che grazie e l’incoraggiamento da dare al fedele servizio di tanti sacerdoti e che gli orientamenti pastorali da dare alle Chiese particolari su un piano pastorale presbiterale che è sistematica e organizzata, in grado di supportare l’autentico rinnovamento della vita e del ministero del sacerdoti, che sono i primi artefici della nuova evangelizzazione (cfr Pastores dabo vobis, 2). In modo che i sacerdoti siano adeguatamente preparati per il lavoro della Nuova Evangelizzazione, il Sinodo auspica che nella loro formazione, si ha cura di formare in una spiritualità profonda, solida dottrina, la capacità di comunicare nella catechesi e la consapevolezza dei moderni fenomeni culturali a programmi di formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale nell’ars celebrandi, in omiletica e nella celebrazione del sacramento della Riconciliazione, tutte le parti molto importanti della Nuova Evangelizzazione. (N. 49)

Il Sinodo chiede a tutti i religiosi e le religiose ei membri degli Istituti Secolari a vivere la loro identità di persone consacrate radicalmente e con gioia. La vita consacrata, pienamente evangelica ed evangelizzatrice, in profonda comunione con i Pastori della Chiesa e nella corresponsabilità con i laici, fedeli ai rispettivi carismi, offrirà un contributo significativo per la Nuova Evangelizzazione, di essere pienamente a disposizione per andare alla frontiere geografiche, sociali e culturali di evangelizzazione. Il Sinodo invita i religiosi a muoversi verso la nuova areopaghi della missione. (N. 50).

I giovani non sono solo il futuro ma anche il presente (e il regalo) nella Chiesa. Essi non sono solo i destinatari, ma anche agenti di evangelizzazione, in particolare con i loro coetanei. Attraverso esemplari adulti cristiani, i santi, in particolare i giovani santi, e attraverso i giovani impegnati ministri, la Chiesa è visibile e credibile per i giovani. Ovunque si trovino, a casa, a scuola o nella comunità cristiana, è necessario che evangelizzatori incontrare i giovani e di trascorrere del tempo con loro, proporre loro e li accompagnano nella sequela di Gesù, li guida a scoprire la loro vocazione nella vita e nella la Chiesa. Come i media influenzano notevolmente il fisico, emotivo, mentale e spirituale, il benessere dei giovani, la Chiesa attraverso la catechesi e la pastorale giovanile si sforza di attivare e fornire gli strumenti per discernere tra il bene e il male, di scegliere i valori del Vangelo sui valori mondani, e di formare ferme convinzioni di fede. (N. 51).

Pur confermando l’identità cattolica e la comunione, la nuova evangelizzazione promuove la collaborazione ecumenica, il che dimostra quanto la fede data nel Battesimo ci unisce. (n. 52)

Il dialogo con tutti i credenti  deve continuare. Esso dipende sempre dalla formazione adeguata degli interlocutori, dal loro fondamento ecclesiale autentico come cristiani e dall’atteggiamento di rispetto per la coscienza delle persone e per la libertà religiosa di tutti. (n. 53).

Il dialogo tra scienza e fede è un campo vitale per la nuova evangelizzazione. Da un lato, il dialogo richiede l’apertura della ragione al mistero che la trascende e la consapevolezza dei limiti fondamentali della conoscenza scientifica. D’altra parte, si richiede anche una fede che è aperta alla ragione e ai risultati della ricerca scientifica. (n. 54)

Le comunità ecclesiali aprono una sorta di Cortile dei Gentili, dove credenti e non credenti possono dialogare su temi fondamentali. Questo dialogo è diretto in particolare a “coloro per i quali la religione è una cosa estranea, ai quali Dio è sconosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto”. In un modo particolare, le istituzioni educative cattoliche potrebbero promuovere tale dialogo che non è mai separato dalla “proclamazione iniziale”. (n.55).

La gestione responsabile del creato serve anche l’evangelizzazione in molti modi. (n.56).

(3. fine)
© Luciano Meddi

Il presente testo è una sintesi lineare – il più rispettosa possibile – delle prime due parti del testo. Puoi leggere qui il documento intero

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