La catequesis que soñamos

Despedida, «Catequética», 6 (2019) 6
José Luis Saborido Cursach, S.j. Director

En este último número de la revista CATEQUÉTICA queremos dejar la puerta abierta hacia el futuro. La revista termi­na, pero la catequesis sigue siendo una tarea abierta, que quiere y debe superar la añoranza del pasado y el “impasse” del presente. No es cierto que “aquel tiempo
pasado fue mejor”…, porque simplemente “fue”, como lo será también el nuestro…. Por eso, nuestra m irada va del presente al futuro y busca caminos por los que sea posible el anuncio prim ero y la iniciación cristiana de las fe.

Pero miremos al futuro. Al­gunos catequetas han tenido la amabili­dad de contestar a nuestra nueva petición, actualizada, y estas son las respuestas que ellos y ellas nos han dado sobre la cateque­sis que soñamos…

 

Estamos en plena crisis de la catequesis. Y es necesario buscar salidas llenas de Espíritu y creatividad, ahondando en la Palabra, en la reflexión teológica y pastoral, y
dialogando abiertamente entre todos en búsqueda de lo que Dios quiere de nosotros -catequetas y catequistas- en este momento de transición que estamos viviendo.

 

testo
catequética despedida

 

Già in libreria!

L. Meddi, Il Primo Annuncio. Questione di narrazioni e racconti, Elledici, Torino 2019

Il testo  offre al lettore una presentazione sintetica ma esauriente di un problema pastorale e catechistico oggi molto discusso: quello del Primo Annuncio (PA). Il volumetto si sviluppa in sette capitoli, a partire dalla considerazione critica dell’attuale azione evangelizzatrice sviluppata in Italia (cap. 1). Al miglioramento di quanto si opera pastoralmente sul piano dell’annuncio giova un richiamo al fondamento teologico dell’attività evangelizzatrice della Chiesa (cap. 2) e l’esplicitazione dei termini in gioco nel processo evangelizzatore (evangelizzazione, kerygma e PA, cap. 3). Sul fondamento di queste basi si sviluppa la proposta dell’autore, incentrata sulla categoria di narrazione del Mistero Pasquale (capp. 4-6); categoria che può trovare esplicitazione attraverso diversi filoni, da valorizzare in funzione dei diversi referenti del PA.

Un uso affrettato e non riflesso dell’espressione Primo Annuncio genera l’attuale situazione di semplificazione missionaria di tutto il processo di Evangelizzazione-azione. L’Evangelizzazione infatti è compito ecclesiale che si realizza e porta il suo frutto rispettando tutte le sue dimensioni: testimonianza, dialogo culturale, condivisione dello sviluppo umano… Soprattutto che essa, l’Evangelizzazione della Chiesa, segue e non precede quella di Dio-Trinità.

Introduzione
1. Tornare ad evangelizzare. Un rinnovato impegno
Il recupero della Evangelizzazione
Dalla Chiesa del Vangelo alla Chiesa delle verit
Quali annunci circolano in Italia?
Per approfondire
2. Dio evangelizza tutto il giorno
Le evangelizzazioni trinitarie
Evangelizzare è il desiderio di Dio.
Evangelizzazione come Rivelazione
L’uomo, unico uditore che desidera e interpreta l’annuncio
Per approfondire
3. Evangelizzazione, Kerygma e primo annuncio
Evangelizzazione, Kerygma e Primo annuncio
Kerygma questione difficile
Tornare al Gesù storico: necessità, possibilità e rischi
Evangelizzazione come inculturazione
Per approfondire
4. Narrare e raccontare. Per una pastorale Kerygmatica
Praticare l’Evangelizzazione
Narrazione e racconto: il senso della vita nella biografia di ciascuno
Far tornare la scrittura per illuminare la vita quotidiana
La sintassi Kerygmatica
Per approfondire
5. La narrazione cristiana al tempo della fine dei grandi racconti
La crisi del cristianesimo come progressiva incomprensione culturale
Rivincita di Dio o progressiva non significazione del racconto cristiano?
Narrazione e linguaggio religioso
Per approfondire
6. È necessaria una nuova narrazione del Mistero Pasquale
Morto per i nostri peccati. Fine di un primato narrativo
Conseguenze pastorali e qualità della missione
Il mistero della fede tra storia e interpretazione
Liberare la narrazione redentiva
Per approfondire
7. Nuove narrazioni della proposta cristiana
Tu sei mio figlio. La narrazione messianica
La narrazione
Conseguenze pastorali e qualità della missione
Ricevete lo Spirito Santo. La narrazione spirituale
La narrazione
Conseguenze pastorali e qualità della missione
Effonderò il mio Spirito su ogni creatura. La narrazione psico-Spirituale
La narrazione
Conseguenze pastorali e qualità della missione
L’uomo perfetto. La narrazione secolare e a-religiosa
La narrazione
Conseguenze pastorali e qualità della missione
Per approfondire
Bilancio finale

 

Lo puoi acquistare qui

Pastorale di evangelizzazione e primo annuncio

Interventi di don Luciano Meddi al seminario di formazione del clero. Torre Artale (PA), 24-25 settembre 2019.

Negli ultimi tre secoli si è sviluppato un lungo dibattito tra fede e cultura. Cultura indica i percorsi di “salvezza” e di interpretazione del mondo. Abbiamo avuto una strategia ecclesiale altalenante.

Una imperniata sulla contrapposizione alla cultura: le due stagioni antimoderniste di Pio IX e Pio X e la “strumentalizzazione culturale” di Papa Woytila; questa prospettiva si manifesta come rifiuto di alcune “culture o linguaggi”: la soggettività, la democrazia sociale, la libertà, l’analisi psicosociale della vita, la crisi del linguaggio religioso, l’emergere della religione come spiritualità.

L’altra è la prospettiva del dialogo e ripensamento della fede attraverso la categoria Giovannea (Mission de France) dell’aggiornamento. Il Vaticano II nasce proprio dal riconoscimento della opportunità di questa strategia utilizzando la distinzione tra secolarismo e secolarizzazione. Il Vaticano II si conclude con la prospettiva del valore missionario della cultura e il dialogo con il mondo (secolarizzazione) come “via”.

La crisi del cristianesimo dovrebbe essere interpretata come crisi di significato del linguaggio religioso tradizionale che non risponde più alla umanizzazione contemporanea. Le diverse pratiche pastorali devono mettere al centro la questione del senso della religione e dei processi di formazione della risposta di fede.

La fine dei grandi racconti non è stata la “rivincita di Dio”. Una seconda situazione è emersa recentemente. Tra il XIX e XX secolo la cultura ha relativizzato le diverse derive dei grandi racconti o ideologie (o filosofie): quelle del potere, della falsa democrazia, dello scientismo, del naturalismo spirituale, dello psicologismo; ma questo (1979; 1989) non ha segnato il ritorno alla cultura religiosa precedente perché le persone hanno preso distacco dalle ideologie, ma non dalle “aspirazioni” (GS 4; 6; 8; 9; 10; 11; AG 8; 12; 15) che le avevano generate.

La frattura tra fede e cultura ha messo in evidenza la insufficienza del racconto tradizionale incapace di dialogare con i nuovi linguaggi e dare risposta alle aspirazioni della storia.  In modo particolare la crisi dell’annuncio si manifesta nella crisi “irreversibile” del racconto redentivo (la salvezza come perdono dei peccati) e – paradossalmente – nella sua ostinata riaffermazione politica da parte di un settore della chiesa.

I. Pa come problema: c’è crisi di annuncio?
1.Lettura della situazione
2.Strategie di primo annuncio
3.Teologia del PA

II.Il compito del PA: quale è il «lieto annuncio»?
1.La narrazione cristiana oggi
2.Nuove narrazioni
3.Pastorale del PA

sintesi dell’intervento

La missione dello Spirito, la missione nello Spirito

Intervento alla 17 settimana di formazione e spiritualità missionaria  “Battezzati e inviati”. Assisi 29 agosto 2019

La riflessione e pratica missionaria derivata dal Vaticano II ha seguito due direzioni:  l’annuncio e la testimonianza dell’amore di Dio (lo Shalom) e la teologia delle religioni nella storia della salvezza. Una visione di missione che forse non ha accolto pienamente il ruolo da «protagonista» dello Spirito; che forse ha troppo separato la missione di Cristo da quella dello Spirito.

Creando la «debolezza» missionaria contemporanea incapace di dialogare e abilitare a vivere il messaggio, Abbiamo bisogno di «spiritualizzare» la missione cioè di mettere in primo piano l’agire dello Spirito nel cosmo e della vita umana. Occorre imparare a declinare nella storia il «Veni Sancte Spiritus».

La comprensione della missione nel Vaticano II ha una evoluzione progressiva. Che include e interagisce con altri temi importanti: salvezza, creazione, mondo, storia, incarnazione, giustificazione, religiosi, coscienza, umanizzazione. Una evoluzione che è giusto riassumere nella espressione Actio Dei.

La definizione di missione come azione di Dio (il “rimpatrio trinitario o actio Dei : LG 2-4; AG 2-4) ha portato alla riconsiderazione dei due soggetti missionari più importanti: la missione di Gesù di Nazareth e la missione dello Spirito Santo. È questa prospettiva del “soggetto trinitario” che ha portato a numerose e progressive considerazioni sul concetto di “salvezza”.

Questa visione è stata presentata progressivamente e ne va colta la sua triplice evoluzione dentro i testi conciliari. La triplice evoluzione della comprensione della missio Dei (l’amore di Dio)

La impostazione trinitaria-cristocentrica di SC 6 e LG 13-17. In essa si conserva il ruolo di Cristo come redentore ma l’insieme viene inquadrato nel recuperato concetto di Mistero pasquale

La impostazione rivelativa di DV 2.5. Parlando della rivelazione (che non coincide immediatamente con la Scrittura) si descrive la missione trinitaria come autodonazione che Dio fa di Sé, della salvezza come partecipazione della dinamica divina, del suo dinamismo come dinamismo interno alla storia e della esemplarità di Cristo

La impostazione dialogica della Chiesa nel mondo contemporaneo” (GS 40-45) sottolinea la realizzazione della storia come compito della missione; compito da svolgere insieme con gli uomini di buona volontà.

1.La missione è trinitaria
2.Lo Spirito soggetto missionario
3.La ricerca delle vie missionarie
4.La missione dello Spirito
5.La via mistica della missione (la missione nello Spirito)

slides

cf. la riflessione lo Spirito nella missione

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: