La natura epistemologica della catechetica. Prospettive italiane

La natura epistemologica della catechetica. Intervento di Luciano Meddi al seminario di studio dell’AICa, Bologna 23-24 marzo 2018

 

  1. Sembra difficile definire l’area di indagine perché “catechesi” sembra essere un oggetto pluriforme (Alberich 1997); sembrerebbe che abbia ragione G. Angelini 1985 che parla di confusione epistemologica; la definizione di catechetica differisce se centrata sulle esperienze, sulla tradizione ecclesiale o derivata dal confronto con le altre discipline teologiche o campo epistemologico. Come determinare l’oggetto? Un aiuto viene dalla delimitazione del campo di indagine.
  2. L’unica cosa in comune (successiva alla stagione dottrinale) sia ai documenti che agli autori è che la catechesi riguardi in prima istanza la cura della fede del catecumeno-battezzato. Non il servizio alla rivelazione (!?) che pure ne è la condizione, se non in quanto mediazione della risposta alla chiamata divina.

    Ma questo è anche il suo problema perché, a partire dal movimento kerigmatico (Meddi 2017) si pensa che il servizio alla fede coincida con il servizio alla rivelazione. Questo equivoco si evidenzia già nella Prefazione del Catechismo Romano (1566); segue in catecheti come Jungmann 1956, nel “Credo di Eichstätt” (1960 cf. Erdozain 1969) e nella descrizione della natura della catechesi di molti Direttori.

  3. Di conseguenza per definire il campo epistemologico della catechesi si deve disambiguare l’affermazione «servizio alla rivelazione» perchè l’esperienza di fede è frutto in primo luogo di una comunicazione interiore, della sua interiorizzazione e della abilitazione di vita cristiana.
  4. La mia prospettiva: la fides quae è compito della evangelizzazione (nelle sue forme: testimonianza, predicazione, annuncio, kerygma, rito e predicazione liturgica; nella linea di AG piuttosto che di RM, DGC 1997 e DPC 2018); mentre il compito della catechesi è la interiorizzazione della fede ed esercizio della vita cristiana (Meddi 1998; 2017). Molti autori giustamente si riferiscono alla fides qua. Per cui è la teologia della fede quella che presiede alla riflessione catechetica.
  5. Questa prospettiva esclude presunte pedagogie autoreferenziali o kerigmatiche (“pedagogia divina”) come anche l’ipotesi di pedagogie religiose o riduzionismi pedagogici.

 

Premesse

  1. il campo della catechetica
  2. il compito specifico della catechetica
  3. La natura trans-disciplinare del giudizio catechetico
  4. I sapéri
  5. Catechetica e/o teologiapastorale?

 

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