La logica pastorale per la NE a Roma

verdone.preteContinuo la pubblicazione delle schede sinodali preparate dal Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e Catechesi di Roma nel 1990 e riviste dopo l’ambia consultazione nelle Assemblee pre-sinodali (cf.Nuova Evangelizzazione a Roma? Ritorniamo al 1990).

In questa seconda scheda l’accento è posto sugli itinerari, vera alternativa alla catechesi intellettuale e dottrinale. L’attenzione al Primo Annuncio (incentrata troppo sulla questione del conquistare nuovamente e poco sulla questione della qualità dell’annuncio oggi necessaria) ha portato Roma, come l’intera Italia, a dimenticare che il problema maggiore è la mancanza di risultati della catechesi ordinaria, con la conseguenza che consideriamo “missionaria” la pastorale che va a ricercare dopo coloro che abbiamo non interessato ed “evangelizzato” prima.

La situazione di Roma è ancora segnata da una notevole domanda di religione e di segni religiosi\sacramentali. Se questa domanda non viene accolta e guidata attraverso itinerari adeguati alla comprensione profonda di sè, alla scoperta della vocazione cristiana e alla esperienza di apprendistato della vita ecclesiale, l’impianto missionario continuerà ad essere molto fragile. Affermava la scheda 38 che missionaria è la pastorale che educa la domanda.

scheda n. 38

PREDISPOSIZIONE DI ITINERARI CATECHISTICI CAPACI DI SUSCITARE ED EDUCARE LA FEDE ATTRAVERSO L’ACCOGLIENZA DELLA DOMANDA DI SACRAMENTO

I – [La motivazione e il senso] Nella realtà pastorale diocesana la catechesi è fortemente condizionata dalla prassi di sola sacramentalizzazione. La “prima Comunione” la “Cresima” il “Matrimonio” sono richiesti ma anche presentati come il fine reale della catechesi stessa. Questo rappresenta la normale richiesta educativa da parte dei “credenti” e tuttavia comporta il permanere di una mentalità in cui la vita è separata dalla illuminazione che proviene dalla sapienza del vangelo. 

Non poca responsabilità a tale riguardo va riscontrata nella organizzazione catechistica pensata essenzialmente come corsi da frequentare e programmi da organizzare. Il catechismo è ancora lo strumento didattico più utilizzato. Una catechesi che voglia rievangelizzare dovrà pensarsi come percorsi o itinerari o cammini che abbiano come fine esplicito la proposta e l’accompagnamento della conversione verso la maturità di fede; che proceda verso il superamento dei “corsi” e si impegni nell’evangelizzazione continua del cristiano e della comunità.

A questo proposito è sufficiente una sola forma di offerta catechistica? Dopo la catechesi per la iniziazione cristiana è sufficiente la predicazione domenicale? Non occorre pensare all’organizzazione catechistica come offerta continua di itinerari che tengano conto delle esigenze di fede dei destinatari?

II [Tipologia] – Nella esperienza pastorale ci si rende conto che non è possibile pensare i destinatari della educazione alla fede e catechesi tutti allo stesso livello. La socializzazione religiosa e la iniziazione cristiana della nostra città non è uniforme. Le caratteristiche proprie della conversione e del cammino di fede verso la maturità esigono tempi, esperienze, situazioni e proposte educative diversificate.

L’accompagnamento ecclesiale alla maturità di fede deve essere pensato nel rispetto del cammino di ciascuno. Le offerte educative, gli itinerari di fede, dovranno essere predisposti in modo da permettere a ciascuno di cogliere il cammino di fede proposto come “apertura ai propri problemi, una risposta alle proprie domande, un allargamento ai propri valori ed insieme una soddisfazione alle proprie aspirazioni” (cfr RdC.n. 52).

Sono dunque necessari diversi e differenziati itinerari per la iniziazione o la riscoperta la crescita o la maturazione o la formazione sistematica e permanete della vita cristiana (cfr. Lettera di riconsegna del Documento Base, 1988, n. 7).

III – Indicazioni per l’agire pastorale.

– La catechesi degli adulti sia fatta considerando l’adulto soggetto oltre che destinatario dell’azione educativa; in uno stile di ricerca e dialogo.

– Nella azione catechistica si tengano sempre presenti le implicanze interiori (psico-sociali) che il processo di conversione mette in movimento.

– Si inizi a proporre alle rispettive comunità parrocchiali il superamento della organizzazione della catechesi di iniziazione secondo corsi o tempi pre-stabiliti proponendo cammini di fede che celebrano il sacramento al raggiungimento vero degli obiettivi educativi e di conversione adeguati all’età (CEL n. 26)

– il momento parrocchiale della catechesi dei fanciulli si prolunghi fino alla 5 elementare. Si offra subito dopo un cammino di catechesi per i preadolescenti.

– Il sacramento della confermazione si collochi dentro la catechesi adolescenziale e giovanile e sia conferito in collegamento con la manifestazione esterna di scelte di vita cristiana ed ecclesiale stabili (verso i 18 anni).

– Si approntino itinerari adeguati per chi chiede il sacramento della confermazione in età superiore ai 20 anni.

 

 

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