Iniziazione cristiana dei ragazzi. Indicazioni di Benedetto XVI alla diocesi di Roma

2011 15 GIUGNO Luciano Meddi

Lunedi 13 giugno il Papa benedetto XVI ha partecipato, come è ormai tradizione, alla apertura del Convegno Pastorale della Diocesi di Roma.

cf. testo dell’intervento in http://www.zenit.org/article-27071?l=italian   http://www.youtube.com/watch?v=b38Pth7Rr8U

 

1. Ci sono diversi motivi per sottolineare il recente intervento di Benedetto XVI al Convegno diocesano di Roma che aveva per tema il rinnovamento della prassi di iniziazione cristiana.

In primo luogo la percezione che quanto il Papa riflette con la sua diocesi progressivamente diventa tema di indagine per l’intero episcopato italiano. Così è stato negli anni recenti circa il tema della educazione come via della comunicazione della fede.

In secondo luogo perchè l’intervento, sebbene dedicato alla IC dei ragazzi, per un lungo  tratto ha per argomento nuovamente la comunicazione della fede definita primo annuncio e nuova evangelizzazione. In questa prospettiva il Papa ritorna sul fatto che si deve centrare la questione sulla dimensione cristologica.

2. Ricordando Hans Urs von Balthasar: “la fede non deve essere presupposta ma proposta“,  egli ripete che “la risposta della fede nasce quando l’uomo scopre, per grazia di Dio, che credere significa trovare la vita vera, la “vita piena”. Ma avverte: “se gli uomini dimenticano Dio è anche perché spesso si riduce la persona di Gesù a un uomo sapiente e ne viene affievolita se non negata la divinità. Questo modo di pensare impedisce di cogliere la novità radicale del Cristianesimo, perché se Gesù non è il Figlio unico del Padre allora nemmeno Dio è venuto a visitare la storia dell’uomo”.

Dunque si ricorda che la questione della nuova evangelizzazione va risolta nella prospettiva dogmatica che relativizza invece tutta la questione del rapporto tra annuncio e Gesù storico.  Abbiamo trovato questa impostazione proprio nel  comunicato finale della 63a Assemblea dei Vescovi  dove formulavo l’ipotesi se si stesse introducendo la riflessione per un nuovo cristocentrismo.

Il Papa invita a privilegiare la fede in Gesù prima di narrare la fede di Gesù. In questo modo non si affronta di nuovo la questione del rapporto tra cultura e messaggio, mentre si continua nella ricerca di forme comunicative più persuadenti.

3. Spostando la sua riflessione sulla questione pastorale della IC dei ragazzi propriamente detta, il Papa riafferma le scelte necessarie per un suo rinnovamento. Il coinvolgimento in varie forme dei genitori che la Chiesa, come madre premurosa, intende sostenere;  il prezioso aiuto di oratori, i campi estivi, le piccole e grandi esperienze di servizio e quindi il tema della pastorale integrata nelle  attività e nei soggetti educativi.

È in questa prospettiva che è utile sottolineare un lungo passaggio.

Proprio riferendosi al tema di una offerta educativa che sia esperienza di vita cristiana e non sono insegnamento il Papa si sofferma sugli “adolescenti che compiono il cammino dell’iniziazione cristiana invitandoli  a maturare un coerente impegno di vita. Incoraggio, quindi, a percorrere questa strada che fa scoprire il Vangelo non come un’utopia, ma come la forma piena dell’esistenza. Tutto ciò va proposto in particolare a coloro che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima, affinché il dono dello Spirito Santo confermi la gioia di essere stati generati figli di Dio. Vi invito dunque a dedicarvi con passione

alla riscoperta di questo Sacramento, perché chi è già battezzato possa ricevere in dono da Dio

il sigillo della fede e diventi pienamente testimone di Cristo”.

4. Non mi sembra fuori luogo fare tre riflessioni.

Che il papa si riferisca agli adolescenti come categoria generica e non specificamente psico-sociale, può essere. Ma in ogni caso sarà difficile continuare ad affermare che la IC dei ragazzi termina il prima possibile! Ma al contrario si invita a prolungare la ICR verso questa età. Questo per la recente storia della diocesi di Roma è un felice ritorno all’entusiasmo e prospettive degli  anni post-conciliari.

Che l’itinerario di questa tappa formativa sia centrato sulla maturazione della coerenza di vita e come forma piena di esistenza, è ugualmente chiaro. Esso richiede una catechesi di apprendimento, esperienza de organizzata non a tempo ma nella prospettiva del catecumenato crismale.

Che, infine, il testo lascia intendere che nella  riflessione del Papa non sia centrale il ripristino dell’ordine dei sacramenti, quanto  piuttosto la qualità della riscoperta del battesimo nella “confermazione” della cresima – invito rivolto agli adolescenti –  penso sia una deduzione legittima.

Tre riflessioni, quindi, certamente utili nella  riflessione in atto per il rinnovamento dell’itinerario della IC per i ragazzi.




    
        

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