I quattro cammini del Sinodo con i Giovani

Il Sinodo ci invita a capire nuovamente quale sia la natura del compito che la Chiesa vuole assumersi. Si può dire che si tratta di aiutare i giovani a realizzare una piena umanizzazione, una prima evangelizzazione, una chiara proposta di collaborazione alla missione ecclesiale, un vero percorso iniziatico-vocazionale?

Ciascuna di queste finalità va approfondita perché rimanda a dibattiti aperti e che chiedono di non essere semplificati con frettolose ricette. Sono espressioni che rimandano a sapéri e discipline di diversa natura. Più esattamente sono questioni descritte, comprese e realizzate dalle scienze umane a cui la rivelazione dona una prospettiva di senso cioè una finalizzazione secondo il Vangelo.

Umanizzazione dei giovani

Molti documenti, autori e progetti sottolineano il tema della piena umanizzazione. Con questa espressione intendono una vasta gamma di temi. Quelli più sociali: dare risposte alla possibilità di vita del mondo giovanile; personali: aiutare la costruzione del personale autentico progetto di vita; culturali: dare spazio alla cultura giovanile. Il magistero e la pastorale spesso collegano questo obiettivo al tema delle aspirazioni umane.

Prima evangelizzazione dei giovani

Si è parlato sloganisticamente di prima generazione incredula. L’espressione è decisamente fuorviante perché può nascondere il dato oggettivo per cui ogni generazione, raggiungendo la adolescenza-giovinezza, diventa critica verso le espressioni culturali e religiose della generazione precedente. Non c’è altra via per raggiungere la maturità di fede che la presa di distacco dalla religiosità infantile. Spesso sono le comunità che non sanno accompagnare questo momento di “crisi”.

Percorso iniziatico-vocazionale

Il Sinodo chiede di sviluppare una pastorale di accompagnamento vocazionale. Si propone al giovane di imparare a prendere posizione, ad elaborare una decisione che diventi poi progetto di vita. La categoria accompagnamento collegata alle categorie decisione e progetto di vita, è categoria delicata. Va chiarito il dinamismo socializzazione-educazione-formazione senza il quale anche le pratiche pastorali rischiano di essere psicologismi. Soprattutto quando si parla di discernimento spirituale.

Collaborazione alla missione ecclesiale

Fin dalla Lettera ai Giovani del Concilio, i documenti ecclesiali hanno sottolineato lo scopo di rendere i giovani soggetto della propria evangelizzazione e soprattutto soggetto del futuro missionario della Chiesa. È solo un invito al protagonismo giovanile? Cosa significa pastoralmente affermare che i giovani sono il futuro della Chiesa e che il futuro della Chiesa è dei giovani? Fondamentalmente significa che alcuni aspetti della cultura giovanile guideranno la Chiesa. La cultura giovanile, quella che in questi anni la Chiesa ha troppo spesso incompreso, “perso”; la cultura continuamente definita “deserto spirituale”; la cultura genericamente chiamata post-moderna dovrà essere aiutata ad esprimere in modo nuovo il Vangelo.

La via pastorale normale:
il catecumenato crismale in età giovanile

Sarà utile tornare a riflettere sul cuore del problema pastorale. È tempo di prendere atto che la necessità di una attività specifica con i giovani è in parte motivata dal fallimento sia del modello della catechesi tradizionale o permanente; sia del modello iniziatico contemporaneo. Tutto quello che il Sinodo sogna, fatto salvo il momento di riproposta della fede, va attuato mentre avviene il processo iniziatico. Processo che non può essere concluso prima dell’età giovanile.

Se il cuore della cura pastorale con i giovani è la proposta di integrazione fede e vita attraverso la interiorizzazione del messaggio e se questa finalità, che ha una natura sia antropologica che spirituale, è un processo iniziatico, quale è il momento più adatto per la conclusione del processo di iniziazione cristiana delle nuove generazioni se non proprio la cura pastorale con i giovani? E perché continuare con la pastorale che vuole rincorrere dopo coloro che non abbiamo aiutato prima, quando in grande numero abbiamo la presenza dei ragazzi? È, questo il compito di una rinnovata pastorale della confermazione o di catecumenato crismale (cf. L. Meddi, Il catecumenato crismale. Risorsa per la pastorale degli adolescenti, Elledici 2014).

 

vedi anche

Come realizzare i desideri formativi del prossimo sinodo con i giovani?

2 Responses to I quattro cammini del Sinodo con i Giovani

  1. NDANGA BARBATUS ha detto:

    La ringrazio per questo articolo così ricco e attuale! Però questi aspetti della cultura giovanile che devono guidare la Chiesa dopo il Sinodo o meglio che devono essere accettati dalla Chiesa vanno chiariti, specificati, precisati! Quali? Questo perché oggi, ci sono ad esempio varie tendenze sessuali della poste-modernità che non potranno guidare la Chiesa (delle tendenze immorali esaltate dai giovani). Preghiamo per il Sinodo ed aspettiamo i frutti dello Spirito Santo. Siate benedetti.

  2. Luciano Meddi ha detto:

    Certamente, e tuttavia sembra essere proprio questo uno dei dibattiti aperti da fare al Sinodo…Vedremo!

Grazie per il tuo commento o comunicazione

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: