Grandi Parole: Economia di comunione

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1 Destinatari. Questo tema riguarda particolarmente i percorsi destinati alla Mistagogia, la dimensione profetica della comunità e il percorso riservato agli Operatori Pastorali. Certamente si colloca in riferimento al tema della dottrina sociale della chiesa che concretizza nel nostro tempo la azione messianica.

2 Dimensione biblica. Non è difficile rintracciare sia nell’AT che nel NT l’invito espresso in diversi modi a condividere i beni della terra perché siano disponibili per tutti. Già il dono della Manna descritto dall’esodo (Es. 16) appartiene a questa esperienza di fede. Allo stesso modo i profeti rimproverano che anche nel popolo della promessa si è insinuata la logica del profitto (Is. 5). Gli stessi catechisti immaginano il futuro messianico nei termini di un banchetto a cui possono partecipare tutti i popoli. Certamente il testo più incisivo dell’AT è il comandamento dell’anno giubilare teso a risolvere il problema della giustizia sociale (cf. Lv. 25).

Secondo il Vangelo di Luca Gesù fa di questo annuncio il centro della sua proclamazione (Lc. 4,16ss) e in questa prospettiva possiamo leggere i testi della moltiplicazione dei pani ma anche l’inno messianico di Maria. La parabola del Giudizio è un altro testo decisivo (Mt. 25) dove è evidente il collegamento con lo “stato originale” descritto dal genesi. È sempre Luca a proporre questo ideale per la chiesa di ogni tempo (Atti 2).

3 La tradizione della Chiesa. Sono molte le esemplarità nella storia della chiesa che testimoniano l’attenzione alla carità propria della chiesa. Fin dai tempi paolini si parla di colletta per i santi (Rom. 15). La chiesa ha introdotto la prassi degli ospedali e della istruzione per tutti. Forse non così incisiva è stata invece la predicazione. La giustizia sociale nella forma della solidarietà non sembra appartenere alla coscienza della dottrina cristiana. Sarà invece il Concilio Vaticano II a riproporre questa indicazione soprattutto con la Gaudium et Spes (1). Dopo la discussione sulla teologia della Liberazione il Sinodo Straordinario del 1985 ha introdotto in modo ufficiale il tema della “opzione presenziale dei poveri” come programma e identità della chiesa. ma sarà soprattutto la dottrina sociale della chiesa ribadire a chiare parole che la Chiesa considera i beni della terra come destinati a tutti. È infatti dottrina della chiesa la prospettiva della “destinazione universale dei beni” (PP 3; CA 4; CDSC IV,3). Questi principi hanno bisogno di una mediazione sociale e politica concreta che va cercata nella prudenza e in sintonia con tutta la chiesa

4 Attenzioni pastorali. Quasi sempre l’esperienza cristiana degli adulti non include la interpretazione pastorale della vita sociale. È anche vero che, in alcuni casi, la testimonianza della giustizia sociale ha portato alcune comunità ad esasperare la rivendicazione senza includere la conversione personale e una vera spiritualità di comunione.

Tratto da
Barghiglioni E. e M.-Meddi L., Adulti nella comunità cristiana. Guida alla preparazione di itinerari per l’evangelizzazione, la crescita nella fede e la mistagogia della vita cristiana, Paoline, Milano 2008

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