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La missione dello Spirito, la missione nello Spirito. Il video

Intervento alla 17 settimana di formazione e spiritualità missionaria  “Battezzati e inviati”. Assisi 29 agosto 2019

Ministeri per la missione. Oltre il principio sacramentale

La ministerialità missionaria. Figura, figure e competenze del discepolo-missionario, in «Urbaniana University Journal», LXX (2017) 1, 153-194

Ministerialità missionaria è una espressione oggi molto ambigua. Essa ha ancora un valore sostantivato quando si riferisce alle diverse forme del servizio missionario specifico. In questo caso l‘espressione significava il ministero clericale, più esattamente delle congregazioni o istituti religiosi, maschile, svolto nei paesi di missione. Progressivamente, nel XX secolo, l’espressione sta subendo interpretazioni differenti. L’espressione, infatti, si compone di due termini, entrambi da interpretare continuamente: ministerialità e missione. L’intreccio nato dalle diverse interpretazioni contemporanee dei termini crea diverse incertezze.

Le nuove Chiese hanno bisogno non solo della conversione dei cuori, ma anche della conversione verso nuove strutture che incoraggino il riconoscimento dei carismi presenti nel popolo, promuovano nuovi ministeri in armonia con questi carismi, e stimolino la corresponsabilità ai livelli più bassi della Chiesa.
[La missione negli anni 2000. Seminario di ricerca del SEDOS sul futuro della missione. Agenda, EMI, Bologna 1983, 466]

Un primo intreccio deriva dal passaggio di ogni forma di ministerialità ecclesiale dal riferimento unico al clero alla comune responsabilità propria della vocazione battesimale vissuta in una Chiesa locale. Inoltre a seguito della conversione o riforma missionaria voluta dal Vaticano II, l’espressione dovrà essere sempre più compresa come riqualificazione dell’intero agire ecclesiale. Di conseguenza la distinzione tra pastorale e missione non ha più un valore rigido per cui le tradizionali ministerialità missionarie devono essere inserite nella pastorale ordinaria.

Introduzione – 1. Tutti chiamati ad essere discepoli-missionari 2. Nuove situazioni della ministerialità missionaria; 2.1 La riconsiderazione del compito missionario; 2.2 Pluralità di ministeri e la fioritura dei ministeri missionari laicali; 2.3 La compresenza di missioni. Dio non ha solo missionari cristiani; 2.4 Un crescente disagio del missionario ad vitam –
3. La ministerialità di ogni figura missionaria; 3.1 La ministerialità viene prima dei ministeri; 3.2 La configurazione “messianica” di ogni ministero ecclesiale; 3.3 La chiesa locale soggetto “decisivo” della azione missionaria; 3.4 La natura carismatica del ministero. 4. Il missionario di ogni ministero; 4.1 Nuovi compiti missionari; 4.2 Rinnovato profilo del
missionario; 4.3 Il riordinamento della ministerialità missionaria ad vitam – 5. La competenza dei missionari; 5.1 Il servizio missionario come “competenza”; 5.2 Le competenze ministeriali del missionario “persona”; 5.3 Le competenze ministeriali del missionario “in azione”; 5.4 Processi formativi centrati sulla persona del missionario

 

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La missione dello Spirito, la missione nello Spirito

Intervento alla 17 settimana di formazione e spiritualità missionaria  “Battezzati e inviati”. Assisi 29 agosto 2019

La riflessione e pratica missionaria derivata dal Vaticano II ha seguito due direzioni:  l’annuncio e la testimonianza dell’amore di Dio (lo Shalom) e la teologia delle religioni nella storia della salvezza. Una visione di missione che forse non ha accolto pienamente il ruolo da «protagonista» dello Spirito; che forse ha troppo separato la missione di Cristo da quella dello Spirito.

Creando la «debolezza» missionaria contemporanea incapace di dialogare e abilitare a vivere il messaggio, Abbiamo bisogno di «spiritualizzare» la missione cioè di mettere in primo piano l’agire dello Spirito nel cosmo e della vita umana. Occorre imparare a declinare nella storia il «Veni Sancte Spiritus».

La comprensione della missione nel Vaticano II ha una evoluzione progressiva. Che include e interagisce con altri temi importanti: salvezza, creazione, mondo, storia, incarnazione, giustificazione, religiosi, coscienza, umanizzazione. Una evoluzione che è giusto riassumere nella espressione Actio Dei.

La definizione di missione come azione di Dio (il “rimpatrio trinitario o actio Dei : LG 2-4; AG 2-4) ha portato alla riconsiderazione dei due soggetti missionari più importanti: la missione di Gesù di Nazareth e la missione dello Spirito Santo. È questa prospettiva del “soggetto trinitario” che ha portato a numerose e progressive considerazioni sul concetto di “salvezza”.

Questa visione è stata presentata progressivamente e ne va colta la sua triplice evoluzione dentro i testi conciliari. La triplice evoluzione della comprensione della missio Dei (l’amore di Dio)

La impostazione trinitaria-cristocentrica di SC 6 e LG 13-17. In essa si conserva il ruolo di Cristo come redentore ma l’insieme viene inquadrato nel recuperato concetto di Mistero pasquale

La impostazione rivelativa di DV 2.5. Parlando della rivelazione (che non coincide immediatamente con la Scrittura) si descrive la missione trinitaria come autodonazione che Dio fa di Sé, della salvezza come partecipazione della dinamica divina, del suo dinamismo come dinamismo interno alla storia e della esemplarità di Cristo

La impostazione dialogica della Chiesa nel mondo contemporaneo” (GS 40-45) sottolinea la realizzazione della storia come compito della missione; compito da svolgere insieme con gli uomini di buona volontà.

1.La missione è trinitaria
2.Lo Spirito soggetto missionario
3.La ricerca delle vie missionarie
4.La missione dello Spirito
5.La via mistica della missione (la missione nello Spirito)

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cf. la riflessione lo Spirito nella missione

Lo Spirito nella missione

“Lo Spirito Santo protagonista della Missione nei documenti della Chiesa”. Intervento di don Luciano MEDDI al 63° CONVEGNO MISSIONARIO NAZIONALE SEMINARISTI. Firenze 3 Maggio 2019

Scopo di questo intervento è di mettere in evidenza una delle evoluzioni nella teoria e pratica della missione conseguenti la evoluzione dei testi dei documenti del Concilio Vaticano II. La definizione di missione come azione di Dio (il “rimpatrio trinitario”) ha portato alla riconsiderazione dei due soggetti missionari più importanti: la missione di Gesù di Nazareth e la missione dello Spirito Santo. La Chiesa scopre di essere a servizio di queste due missioni ma ancora non comprendiamo tutte le conseguenze. Questo tema ha come cuore indagare il modello di missione che ne deriva attraverso una rilettura dei testi fondamentali, sia del Concilio che dei progressivi post-concili (receptio) attraverso cui i testi vengono sempre più compresi.

 

Testo breve
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