Category Archives: Evangelii Gaudium

Su questi punti non ci siamo

G. Giavini, Su questi punti non ci siamo, in «SettimanaNews», 8 dicembre 2018

Ha ragione Giovanni Giavini: Nell’Evangelii gaudium papa Francesco suppone e propone anche una revisione della pastorale e della catechesi. Ma sulla pratica pastorale e catechetica ancora non ci siamo!

 

 

Tutto ciò senza dimenticare anche quanto di bene, nonostante i limiti, gerarchie e laici hanno compiuto, specialmente nel campo della carità. Tutto quasi a latere rispetto alle teorie! E riconoscendo che, almeno dal Vaticano II in poi, molto si e già corretto. Con frutti più o meno abbondanti, anzi talvolta con delusioni rispetto alle attese conciliari.

 

  1. Abbiamo parlato di Dio o come troppo trascendente o come troppo simile a noi.
  2. Lo Spirito Santo era quasi del tutto assente. Lo stesso Padre contava poco.
  3. Sacramenti e riti sì, ascolto della Parola poco.
  4. La liturgia ridotta a riti, rubriche e precetti più che al suo spirito.
  5. Eucaristia: eccessivo interesse per la presenza reale e all’adorazione, a scapito del resto.
  6. Catechismo più che il Vangelo (Catechismo della Chiesa cattolica, molto ideologico, più di quello per gli adulti assai più biblico cristocentrico e narrativo come lo erano gli altri stessi catechismi della CEI).
  7. Cura pastorale dei bambini più che degli adulti, con scarsa attenzione però alla scuola. Iniziazione cristiana più legata all’età fisica dei bambini che a quella psicologica e sociale.
  8. La preghiera: più il rosario e altre devozioni che preghiera biblica, breviario compreso.
  9. Suffragi per i morti più che preghiera per vivi e attualità.
  10. Maggior valore salvifico a Madonna (o Madonne) e Santi/e che a Gesù.
  11. Pesante accento sulle leggi più che sulla grazia; pesante accento sul Decalogo più che sul Discorso della montagna.
  12. Conseguente accentuazione su virtù e meriti a scapito dell’umiltà e della fede nell’amore misericordioso del Signore.
  13. Preoccupazione enorme per la purità sessuale a scapito di quella del cuore, della coscienza personale.
  14. La penitenza ridotta quasi solo al sacramento più che alla vita di penitenza nella carità.
  15. Chiesa ridotta al clero, anzi al papa e alla gerarchia, nel contesto di un certo tridentinismo e della quasi adorazione del papa, nella linea del Vaticano I (Pio IX: «Il papa può decidere anche senza il consenso della Chiesa»!!!).
  16. Sacerdozio: solo quello clericale-celibatario, a scapito di quello di tutto il popolo di Dio. Formazione seminaristica più al sacerdozio cultuale e celibatario che al ministero del pastore di una comunità.
  17. Esclusione (almeno teorica) della donna dalla vita della Chiesa.
  18. Importanza per tradizioni anche banali più che per la Tradizione (ignoranza dei Padri e della storia della Chiesa oltre che della Bibbia). Il Natale (o peggio) più che la Pasqua.
  19. Atteggiamento generale più di difesa e di condanna che di ascolto e di valorizzazione del bene e del giusto presente dappertutto, in particolare in altre Chiese e religioni.
  20. Chiesa e mondo più in contrapposizione che in dialogo.

http://www.settimananews.it/pastorale/punti-non-ci/

 

Il compito missionario è annunciare il vangelo in un modo nuovo

Francesco, Discorso del Santo Padre all’Associazione teologica italiana, vatican.va 29 dicembre 2017

Nel 2017 l’Associazione Teologica Italiana ha compiuto mezzo secolo…. È degno di nota il fatto che l’Associazione Teologica Italiana sia nata, come recita il primo articolo del vostro Statuto, «nello spirito di servizio e di comunione indicato dal Concilio Ecumenico Vaticano II».

La Chiesa deve sempre riferirsi a quell’evento [vaticano II], con il quale ha avuto inizio «una nuova tappa dell’evangelizzazione» (Bolla Misericordiae vultus, 4) e con cui essa si è assunta la responsabilità di annunciare il Vangelo in un modo nuovo, più consono a un mondo e a una cultura profondamente mutati. È evidente come quello sforzo chieda alla Chiesa tutta, e ai teologi in particolare, di essere recepito all’insegna di una “fedeltà creativa”: nella consapevolezza che in questi 50 anni sono avvenuti ulteriori mutamenti e nella fiducia che il Vangelo possa continuare a toccare anche le donne e gli uomini di oggi….

C’è un senso delle realtà della fede che appartiene a tutto il popolo di Dio, anche di quanti non hanno particolari mezzi intellettuali per esprimerlo, e che chiede di essere intercettato e ascoltato – penso al famoso infallibile in credendo: dobbiamo andare spesso lì – e ci sono persone anche molto semplici che sanno aguzzare gli “occhi della fede”.

E’ un’esigenza della piena umanità degli stessi credenti, anzitutto, perché il nostro credere sia pienamente umano e non sfugga alla sete di coscienza e di comprensione, la più profonda e ampia possibile, di ciò che crediamo. Ed è un’esigenza della comunicazione della fede, perché appaia sempre e dovunque che essa non solo non mutila ciò che è umano, ma si presenta sempre quale appello alla libertà delle persone.

È soprattutto nel desiderio e nella prospettiva di una Chiesa in uscita missionaria che il ministero teologico risulta, in questo frangente storico, particolarmente importante e urgente. Infatti, una Chiesa che si ripensa così si preoccupa, come ho detto nella Evangelii gaudium, di rendere evidente alle donne e agli uomini quale sia il centro e il nucleo fondamentale del Vangelo, ovvero «la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto» (n. 36).

Un tale compito di essenzialità, nell’epoca della complessità e di uno sviluppo scientifico e tecnico senza precedenti e in una cultura che è stata permeata, nel passato, dal cristianesimo ma nella quale possono oggi serpeggiare visioni distorte del cuore stesso del Vangelo, rende infatti indispensabile un grande lavoro teologico. Perché la Chiesa possa continuare a fare udire il centro del Vangelo alle donne e agli uomini di oggi, perché il Vangelo raggiunga davvero le persone nella loro singolarità e affinché permei la società in tutte le sue dimensioni, è imprescindibile il compito della teologia, con il suo sforzo di ripensare i grandi temi della fede cristiana all’interno di una cultura profondamente mutata.

C’è bisogno di una teologia che aiuti tutti i cristiani ad annunciare e mostrare, soprattutto, il volto salvifico di Dio, il Dio misericordioso, specie al cospetto di alcune inedite sfide che coinvolgono oggi l’umano: come quella della crisi ecologica, dello sviluppo delle neuroscienze o delle tecniche che possono modificare l’uomo; come quella delle sempre più grandi disuguaglianze sociali o delle migrazioni di interi popoli; come quella del relativismo teorico ma anche di quello pratico. E c’è bisogno, per questo, di una teologia che, come è nella migliore tradizione dell’Associazione Teologica Italiana, sia fatta da cristiane e cristiani che non pensino di parlare solo tra loro, ma sappiano di essere a servizio delle diverse Chiese e della Chiesa; e che si assumano anche il compito di ripensare la Chiesa perché sia conforme al Vangelo che deve annunciare.

leggi tutto il discorso
sito associazione teologica italiana
sito società italiana ricerca teologica

“Sognate anche voi questa Chiesa”.

Sognate anche voi questa Chiesa”.
Per una progettualità missionaria alla luce dell’Evangelii Gaudium. Laboratori di approfondimento
9° Convegno nazionale dei direttori e delle equipe dei CMD. Sacrofano di Roma 8-10 giugno 2017

 

 

 

6 laboratori

  • 1)      LA PROGETTAZIONE MISSIONARIA DIOCESANA: NUOVI COMPITI PER IL CMD
  • 2)      “DISCEPOLI-MISSIONARI”: IL BISOGNO DI QUALIFICARE L’AGGETTIVO MISSIONARIO. PER UNA NUOVA DESCRIZIONE DELLA VOCAZIONE CRISTIANA
  • 3)      RENDERE MISSIONARIA LA PROGETTAZIONE PASTORALE DIOCESANA E PARROCCHIALE
  • 4)      LA COMUNITA’ RENDE PRESENTE L’AMORE DI DIO. COLLABORARE PER UNA “COMUNE TESTIMONIANZA”
  • 5) PROPORRE LA FEDE: IL PRIMO ANNUNCIO, FIGURA E COMPITO
  • 6) IL GRUPPO DI ANIMAZIONE E COOPERAZIONE MISSIONARIA: COME QUALIFICARE LA FORMAZIONE?

download introduzione ai laboratori
download restituzioni e conclusioni laboratori

download Evangelli Gaudium. Chiavi di lettura della conversione missionaria

 

la rilettura missionaria della catechesi italiana

La rilettura della catechesi in chiave missionaria in Italia

Intervento al Seminario di studio Evangelii Gaudium della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi (CEDAC),  Roma, The Church Palace, 23 marzo 2017

 

La pubblicazione di Incontriamo Gesù (2014)  ha segnato il completamento della riletturra catecumenale della catechesi italiana. Il catecumenato è stato scelto (insieme al primo annuncio) come cifra per riorientare in senso missionario la pastorale e la catechesi stessa. Una scelta positiva e problematica al tempo stesso. Positiva perchè rappresenta un punto di mediazione dentro le polarizzazioni esistenti tra i vescovi fin dal 1985 (Convegno di Loreto), tra una impostazione testimoniale e di mediazione (evangelizzazione) e una di presenza e contestazione radicale alla cultura (progetto culturale).

Ma anche problematica perchè, di fatto, non propone nessuna innovazione sul piano decisivo della pastorale missionaria voluta dal concilio riassumibile nella cifra del “dialogo culturale”. Prospettiva che si portava dentro la necessità del ripensamento o ermeneutica del messaggio stesso e non solo la sua nuova ripetizione. Missionario, infatti, è in primo luogo la ricomprensione della fede che mette al centro il Vangelo della fede di Gesù e il suo carattere messianico.

In conseguenza la base catechistica ha accolto con entusiasmo le innovazioni pastorali senza dare mano alla trasformazione innanzitutto teologica delle finalità, dei soggetti e dei messaggi. Si è preferita la logica della nuova evangelizzazione più che di evangelizzazione nuova. In questo modo il grande sforzo si è limitato al una modificazione di attività e di relazioni.

L’iniziativa del Vescovi va nella direzione di ripensare la proposta catechistica secondo l’orizzonte di EG che riassumo brevemente in questi termini.

L’evangelizzazione e l’annuncio riguardano il Vangelo e non la Dottrina e in questo senso sono kerigmatici, un contenuto più che uno stile; la catechesi è processo finalizzato alla formazione di atteggiamenti o dimensioni profonde della personalità cristiana e per questo essenzialmente formativa e di accompagnamento; la iniziazione cristiana (espressione poco usata) è prevalentemente esperienza mistagogica per l’esercizio della vita cristiana.

Introduzione
Il senso di una rilettura
La dimensione missionaria tra Vaticano II ed Evangelii Gaudium
Le stagioni della Catechesi missionaria in Italia

  1. Una incerta direzione
  2. Una proposta riduttiva di Catechesi Missionaria
  3. Cosa abbiamo perso, cosa non abbiamo affrontato?

Completare la svolta missionaria della catechesi

 

testo

altri download

Evangelli Gaudium. Chiavi di lettura della conversione missionaria
Educare la risposta della fede. La receptio fidei compito della catechesi di “Nuova Evangelizzazione”
Il compito della catechesi nella nuova evangelizzazione. Superare la dissociazione fede e vita

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