Catechesi e cultura, un rapporto naturale

L. Meddi, Cultura e catechesi: un rapporto naturale,   in S. Currò (a cura di),  Alterità e catechesi, Torino, Ldc, 2004, 51-67.

La catechesi ha fatto sua l’ansia evangelizzatrice di Paolo VI espressa nel grido di allarme sulla divaricazione tra Fede e Cultura (EN 20). Si può affermare, anzi, che la catechesi ha intuito e vissuto in prima persona, anche prima del documento pontificio, questo dramma. Qual è l’apporto specifico della catechesi al tema della inculturazione? Nella catechesi registriamo sicuramente un impegno per l’inculturazione del messaggio della fede, basti pensare a tutto il fenomeno della cosiddetta catechesi antropologica ed esperienziale.

Tuttavia ritengo che l’apporto suo specifico sia da ricercare più nel tentativo di entrare in comunicazione profonda con la struttura vitale della persona, con il suo modo di vivere e di svilupparsi. Dal suo punto di vista la catechesi utilizza due termini paralleli che sono: integrazione e interiorizzazione.

Due termini che, oltre che nel recente Direttorio Generale della Catechesi del 1997, sono entrati anche nel linguaggio teologico-pastorale diffuso. In verità è facile vedere in questa riflessione della catechesi un’attenzione “pastorale” ed “educativa” al tema della comunicazione della fede a “partire dall’altro” ovvero dando ragione della metodologia di sviluppo che l’altro possiede; potremmo dire: tentando di incarnarsi nella realtà del destinatario fino a renderlo protagonista del suo cammino. In questa riflessione offro una sintesi delle posizioni teologiche riferite al tema della inculturazione attraverso l’uso dei termini utlizzati; successivamente una presa di posizione su una possibile teologia della inculturazione per mostrare infine come la catechesi ha contribuito e può contribuire alla realizzazione di tale compito nel nostro tempo.

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Cultura e catechesi: un rapporto naturale.

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